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CULTURA | 18 novembre 2021, 10:43

Storie di quotidiana (in)giustizia al Circolo Valdostano della Stampa

Le ha svelate dal suo ultimo libro Maria Rosaria Sodano, per molti anni magistrato sia penale sia civile e testimone letteraria di Mani pulite

Maria Grazia Vacchina e Maria Grazia Sodano

Maria Grazia Vacchina e Maria Grazia Sodano

Serata d'eccezione quella di martedì 16 novembre al Ristorante Intrecci in via Binel dove si è svolto l'incontro conviviale del Circolo Valdostano della Stampa.

Accattivante il  tema: 'Frammenti di quotidiana (in)giustizia', argomento di cruciale interesse non solo specialistico, rispondente al titolo di un recente romanzo dell’ospite relatrice, Maria Rosaria Sodano e ruotante intorno ai temi giustizia/verità, al diverso modo di essere professionisti e di “fare giustizia”, con ricadute importanti sull’opinione pubblica e sul destino di persone e comunità. 

Per molti anni magistrato sia penale sia civile e testimone anche letteraria di Mani pulite,  Maria Rosaria Sodano vive e lavora come formatrice professionale volontaria a Milano intorno al progetto educativo e informativo 'Tutor magistralis', riservato a giovani meritevoli aspiranti magistrati e avvocati.

"Ho accettato volentieri l'invito aostano perché tengo molto a questo libro - ha sottolineato Sodano - che contiene storie di giustizia e di ingiustizia tutte legate alla quotidianità dell'esercizio della giurisdizione".

Innanzi tutto il titolo: Perché Frammenti ? "Perché si tratta di sei racconti molto brevi -  ha spiegato il magistrato - relativi ad episodi che si consumano in poche ore nelle aule di giustizia".

Perché quotidiana (in)Giustizia? "Perché i protagonisti dei racconti vengono colti nel loro quotidiano e spesso faticoso esercizio della giurisdizione".

Prima di raccontare di che cosa i racconti trattano e’ importante per Maria Rosaria Sodano raccontarne la motivazione. "Il libro e’ stato scritto per dare testimonianza sul vero senso del lavoro del magistrato ed e’ idealmente rivolto ai giovani laureati in giurisprudenza che vogliano cimentarsi in questa difficile professione. In questo senso l’opera e’ un viaggio di formazione e vuole trasmettere un grande messaggio: il segreto del ben giudicare coniugando al massimo grado il vero con il verosimile".

Interagendo di continuo con i presenti in sala, l'oratrice ha ribadito che "i sei racconti del romanzo sono stati ispirati dalla mia poliedrica carriera giudiziaria e si propongono di dimostrare l’umanità del giudice in ogni momento della sua vita giudiziaria. Le storie sono centrate su varie figure (o funzioni)di magistrati colti nella quotidianità del loro vivere".

Questi i temi dei sei racconti brevi:

1 - l’esperienza del giudice di sorveglianza e del senso del giudicare in carcere

2 - L’esperienza del Tribunale della famiglia

3 - Il ruolo del Pm nella fase delle indagini

4 - l’esperienza del giudicare in corte d’assise

5 - Cosa significa fare il capo dei giudici.

"In tutte queste esperienze  - ha concluso Sodano - non bisogna mai dimenticare di essere uomini e di essere chiamati a giudicare su altri uomini. Va quindi messo in conto che si può sbagliare ed e’ fondamentale acquisire il coraggio di riconoscerlo e di porvi rimedio".

La relazione del magistrato e’ stata seguita da un dibattito vivace in gran parte centrato sugli errori giudiziari e sull’inefficienza della macchina della Giustizia, cui la maggioranza della platea ha mostrato fiducia che possa porvi riparo con una profonda e avveduta riforma.

pa.ga.

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