/ Consiglio Valle

Consiglio Valle | 11 novembre 2021, 07:00

Poltrona cercasi

Manca la politica vera, al contrario si ha un eccesso di personalismo che non consente una discussione con tutti gli attori della politica valdostana, antipatie e veti incrociati ledono il processo politico

Poltrona cercasi

E ci risiamo. Banderuole. Voltagabbana. Trasformisti. Traslocatori. Quelli che cambiano casacca in Consiglio. I saltimbanchi morali della politica. Animati, posseduti dalla voglia di cambiare, si avviano a stabilire un clamoroso record in materia di passaggio da un gruppo all'altro. Preoccupa e sconvolge la previsione relativa a quella che sarà alla fine della legislatura

Il vento poltronista ha ripreso a soffiare sulla politica valdostana e a pagare dazio saranno i valdostani in balia di qualche banderuola che odora da lontano un miglio, come i cani da tartufo, il profumo della poltrona assessorile o la presidenza di una commissione.

Ma ciò che più stupisce sono le motivazioni addotte per giustificare l’ennesimo tradimento elettorale.

Che poi ci sia chi, per giustificare il suo ennesimo salto della quaglia, osa citare Ugo La Malfa, politico che ha portato i valori liberali e democratici del Partito d’Azione nel Comitato di Liberazione Nazionale e nel Partito Repubblicano Italiano, convinto europeista e federalista, oltre che atlantista, sostenitore dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta nell’Assemblea Costituente, grazie agli ottimi rapporti di stima e amicizia con Federico Chabod, nostro rappresentante al Parlamento, vuol dire che si è persa la misura.

Ci vuole una gran prosopopea per spiegare al popolino le ragioni dell’ennesimo cambio di casacca. E ha ragione Marco Carrel, capogruppo di Pour l’Autonomie, nel commentare che aderire al Movimento Pour l’Autonomie, sebbene all’ultimo minuto utile, non significa solo entrare a far parte, se eletti, di un gruppo consiliare, bensì significa restare perlomeno coerenti alle linee politiche democraticamente definite nel programma.

La migrazione politica è un autentico fenomeno a dimostrazione che la Valle d’Aosta è diventata un Paese labile, incerto. Le idee politiche cambiano, vanno e vengono, in Consiglio Valle come fuori.

I cambiamenti delle banderuole vanno ovviamente ad incidere su eventuali voti sui provvedimenti. Spostano gli assi, consegnano a volte impensabili sorprese. Frutto talora del cambiamento di umore politico. Generati da perfidi calcoli talvolta provocano rivoluzioni a livello legislativo.

Ma tant’è! La coerenza è il contrario dell’ingoffo; non è un valore delle banderuole e non porta alle poltrone.

Poveri noi.

Rimane poi incomprensibile come si possano sposare i valori dell’autonomia e con il fantomatico Centro Popolare Liberal Democratico che poche forze dispone in Consiglio Valle e meno ancora all’esterno. I poltronisti voglio scimmiottare la politica nazionale senza fare i conti con la realtà valdostana dove la Lega cammina per i fatti suoi; Forza Italia è l’unico partito con il cordone ombelicale ancora attaccato a Roma; Fratelli d’Italia del vorrei ma non posso.

E poi c’è Stella Alpina il cui segretario vagheggia tra un gruppo regionalista come Alliance Valdotaine a Italia Viva che poco ha a che vedere con l’Autonomia della Valle.

Tutto questo sta avvenendo in vista dell’approvazione del bilancio di previsione della Regione. Per alcuni è l’occasione per disarcionare Erik Lavevaz, per l’altri è il momento di ribaltare la maggioranza; per altri ancora, e fra questi i fuoriusciti Claudio Restano e Mauro Baccega che aspirano ad un assessorato (il primo) e alla presidenza di una commissione il (secondo).

E così gli irresponsabili si fanno coraggio; mettono sul banco il loro voto. Per l’approvazione del bilancio visto che la maggioranza poco granitica perde pezzi a ripetizione.

Continua la deriva della Petite Patrie. Manca la politica vera, al contrario si ha un eccesso di personalismo che non consente una discussione con tutti gli attori della politica valdostana, antipatie e veti incrociati ledono il processo politico.  Occorrono semi buoni, che possano produrre un buon raccolto e questo lo si può solo fare con persone capaci, e possibilmente, di cultura politica sufficiente.

Basta a chi appartiene a quella categoria di persone, molto affollata, che deve attaccarsi alla politica per esistere, alla categoria dei rancorosi e invidiosi, che dovrebbero tacere sulla reputazione degli altri e guardarsi allo specchio.

Dei cercatori di poltrone proprio siamo schifati.

piero.minuzzo@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore