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CISL VdA | 26 ottobre 2021, 08:00

Pensioni: Salario deferito

Questo dibattito astratto va superato. Serve una riforma complessiva che assicuri equità e flessibilità». È quanto sottolinea oggi il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, in una intervista al Corriere della Sera

Cino Aòbanese, segretario pensionati Cisl VdA

Cino Aòbanese, segretario pensionati Cisl VdA

“Le pensioni sono salario differito e non possono essere considerate un dettaglio nell’impianto della contabilità dello Stato. Questo spesso lo si dimentica. Non sono né un lusso, né una regalia ma strumento principale del nostro stato sociale, un diritto fondamentale della persona dopo anni di attività lavorativa. Dobbiamo dare stabilità al sistema puntando sulla flessibilità, lasciando alle persone la scelta di quando andare in pensione dopo i 62 anni o con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età, ben sapendo che non tutti i lavori sono uguali e che, dunque, non possono esserlo neanche le regole pensionistiche. Quanto alle risorse quelle programmate sono insufficienti.

È giunto il momento di reinvestire parte dei risparmi accumulati dalla legge Fornero e quelle non utilizzate per Quota 100 in coerenza con i contenuti della nostra piattaforma“, aggiunge Sbarra che su quota 100 precisa: «Noi non eravamo certo tra gli accaniti sostenitori di Quota 100, che ha penalizzato soprattutto le donne, i lavoratori privati con carriere discontinue, quelli delle piccole imprese ed il mezzogiorno. E’ stata comunque una piccola finestra di flessibilità ».

Sulla legge di bilancio il leader Cisl sottolinea: “C’è un dialogo ed un confronto che va colmato subito sulle scelte di una manovra che deve puntare alla crescita, agli investimenti, a ridurre le diseguaglianze. Occorrono certezze di risorse per le assunzioni e le stabilizzazioni nella P.A. e Scuola. Bisogna, poi, garantire i rinnovi dei contratti pubblici. Anche la riduzione del cuneo fiscale deve essere il frutto di un accordo con le parti sociali e non una guerra a chi urla di più».

Infine sul patto sociale e le perplessità degli industriali, Sbarra si dice ottimista.
«Confindustria sa bene che c’è una sola rotta per uscire dalla tempesta e cambiare il Paese: responsabilità, dialogo, partecipazione. Quando le istituzioni coinvolgono le forze economiche e sociali i risultati arrivano. È il momento di una grande alleanza tra istituzioni, lavoro e impresa”.

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