CULTURA - 22 ottobre 2021, 08:00

L’Odore della neve – il primo libro edito da “L’Angelino”

A cura di Lodovico Marchisio

La presentazione del libro

La presentazione del libro

È con infinita gioia che finalmente vedo pubblicato il primo libro di Luigi Angelino, dal titolo: “L’odore della neve”. Ribadisco “finalmente” e lo sottolineo perché usando il suo pseudonimo, con il quale Luigi ama appellarsi; più di ogni altro autore “L’Angelino” avrebbe meritato ben prima di vedere la sua prima creatura di carta in vendita nelle librerie, come tutti noi, autori di libri. 

E sono ancora più contento che la casa editrice cha ha saputo cogliere i suoi indiscutibili meriti letterari sia stata l’EEE Tripla E di Piera Rossotti, persona altamente qualificata, cha sa discernere quando un autore vale, anche e soprattutto se non blasonato, come nel caso de  “L’Angelino” che in quanto a modestia vince “da subito” il primo premio in assoluto.

Riprendendo il discorso sulla casa editrice che ha dato alle stampe “L’odore della neve” (prima opera edita de “L’Angelino”) va detto indiscutibilmente che la titolare Piera Rossotti è da sempre stata animata da una grande passione per la letteratura e da una marcata volontà di promuovere il talento di scrittori esordienti ed emergenti, ingredienti essenziali da lei utilizzati grazie a una pluriennale esperienza in campo letterario come docente e scrittrice, che nel settembre del 2011 fonda per l’appunto la “Casa Editrice EEE” oggi trasformata nella nuova “Casa Editrice EEE- Edizioni Tripla E”, che pubblica esclusivamente le opere più meritevoli, dopo un attento vaglio di esperti dei quali questa casa editrice si avvale.

È doveroso ora conoscere un po’ meglio l’autore. Luigi Angelino, nato a Torino nel 1949 e residente in Val di Susa, appartiene al gruppo letterario dell’AASAA (Auteurs Associés de la Savoie et de l’Arc Alpin), ed è stato finalista a Viareggio nel concorso letterario “Il giovane Holder” con il romanzo inedito “Il maresciallo Lépore”, che è solo l’ultimo premio in ordine di data di questo scrittore che deve ai suoi tre nipotini l’inizio della carriera artistica. Infatti come ogni nonno che si rispetti inizia la sua “voglia di scrivere” inventando favole nuove e meno cruente di quelle da sempre conosciute, per addolcire il sonno ai suoi adorati fanciullini.

Ha poi la fortuna di vivere a pochi passi da Avigliana con i boschi dietro casa e le montagne così vicine. Da esse Luigi attinge per alimentare questa sua necessità di verbalizzare pensieri e sensazioni, modulando e costruendo racconti nei quali è soprattutto la natura ad avere la maggior rilevanza.

(Nella foto lo scrittore e poeta Vasusino Luigi Angelino)

Angelino ha già vinto diversi concorsi di saggistica e poesia e pubblicato in proprio alcune sue opere che distribuisce agli amici e conoscenti.

Infine, senza dilungarmi nel testo, per non togliere ai lettori il gusto di assaporare come merita il libro in oggetto, “L’odore della neve” e un romanzo breve, a mio parere onirico e intimistico, che subito ci rapisce trasportandoci in un luogo fatto di silenzi e visioni incantate, come solo il mondo della montagna sa offrire a chi tanto la ama. In questo “micro sistema” si muovono personaggi immaginari che avvolgono di candore la vicenda, di per sé già scevra da manipolazioni indotte che stonerebbero in questo silenzio che ricopre con la lucentezza della neve le nostre più ataviche paure.

Il racconto ci trasporta dagli alpeggi estivi, alla transumanza che affievolisce con i colori dell’autunno, il diafano silenzio dell’imminente inverno, stagione in cui la natura sembra addormentarsi. Se la prima parte del libro ci culla nel sapore di valori perduti e di spazi infiniti, ma anche di duro lavoro in condizioni non sempre bucoliche nei rigidi inverni, la seconda parte ci trasporta a una diversa realtà insieme al protagonista, che suo malgrado, per dovute scelte familiari, deve abbandonare la sacralità della montagna per recarsi in città.

Visto però che, preso dalla vicenda, ho letto questo libro tutto d’un fiato, devo calmarmi per non svelarne la fine non potendo però fare a meno di cogliere la fragranza dell’autore a ogni passaggio, cogliendo la sua anima di meraviglioso uomo che sa entrare nelle vesti di un fanciullo entusiasta di ogni meraviglia, dalla vista del mare o delle montagne scorte per la prima volta non nel loro ambiente, ma dall’altezza vertiginosa di un oblò dell’aereo che ha condotto il protagonista nel suo viaggio in America.

Infine emerge in ogni frase, in ogni sussulto il genuino amore dell’autore per gli animali, protagonisti ed artefici di tante sue storie.

Speriamo che questa pandemia finisca davvero presto come la guerra pandemica citata dall’Angelino, quasi preveggente, in quest’opera, affinché si possa presentare  pubblicamente questo libro come esso merita!

Lodovico Marchisio/ascova

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