ECONOMIA - 21 ottobre 2021, 15:49

Confcommercio guarda con grande fiducia alla stagione invernale

Preoccupazione però per la carenza di personale. Promosso il green pass: pur di evitare nuove chiusure, 7 imprese del turismo su 10 si dicono d’accordo con l’obbligo esteso alla clientela sugli impianti da sci

Graziano Dominidiato e Pierluigi Ascani

Graziano Dominidiato e Pierluigi Ascani

La ricerca sulle imprese del terziario della Valle d’Aosta, realizzata da Confcommercio Valle d’Aosta in collaborazione con Format Research illumina di nuova luce  la realtà postpandemia (quanto meno si spera) della Valle d’Aosta che crea occupazione e produce reddito.

Dalla ricerca emerge che i 18 mesi della crisi da COVID-19 non sembrano ancora aver lasciato il segno sul tessuto imprenditoriale in VDA: la demografia delle imprese tiene, anche se le aperture di nuove attività continuano ad essere in numero inferiore rispetto al periodo precedente l’emergenza.

Una considerazione che per Graziano Dominidiato, Presidente di Fipe-Confcommercio VdA, è alla base della rinnovata fiducia nel futuro.  Infatti, come ha spiegato Pierluigi Ascani, dell’Istituto di Ricerca Format Research, tra aprile e settembre 2021 si è registrata una forte ripresa della fiducia delle imprese del terziario della VDA circa l’andamento dell’economia italiana. Il sentiment degli operatori è tornato a sfiorare i livelli pre-pandemici. La ripresa della fiducia non è tuttavia uniforme: resta ancora piuttosto basso il sentiment nel commercio non alimentare e presso gli operatori più piccoli (imprese fino a 9 addetti).

L’impennata della fiducia prescinde dalla percezione dell’evoluzione della pandemia COVID-19: resta maggioritaria la quota di coloro che ritengono che la crisi sanitaria non sia stata ancora superata, ma questo non sembra influire più di tanto sulla ripresa economica, che pare ormai certa. Non a caso, migliora ancora il giudizio degli imprenditori del terziario della VDA circa la gestione dell’emergenza COVID-19 da parte del Governo centrale a guida Draghi.

In questo quadro, spiega Format Research, continua a salire la fiducia anche circa l’andamento della propria impresa. Dopo il rimbalzo tecnico degli ultimi mesi, si prevede un rallentamento della dinamica di crescita dell’indicatore entro fine anno, che comunque continuerà ad essere positivo.

CONGIUNTURA ECONOMICA

Il 2020 si era chiuso con un calo del PIL su base tendenziale pari al -8,9% rispetto al 2019. Dopo un avvio in chiaroscuro del 2021 (il primo trimestre si era attestato sullo stesso livello del precedente), la strada della ripresa sembra ormai avviata: +2,7% la variazione a giugno, con una previsione a fine anno di +4,7%. Nella prima metà del 2021 si è assistito ad una ripresa anche sul fronte dei consumi.

Tuttavia, l’incedere del tasso di inflazione e i rincari delle utenze potrebbero causare un nuovo rallentamento della dinamica di crescita, specialmente in VDA, dove i consumi non sembrano essere ripartiti con la stessa intensità rispetto al resto del Paese. Al contempo, la crisi delle filiere di approvvigionamento internazionali (aumento del costo dei container e dei trasporti marittimi) ha causato ulteriori difficoltà alle imprese per ricostituire le scorte a prezzi tali da consentire di assicurarsi margini accettabili. I ricavi delle imprese del terziario della VDA si confermano in ripresa, con un dato leggermente superiore anche rispetto al dato medio nazionale. La dinamica di crescita dell’indicatore è tuttavia in leggero rallentamento in vista della fine dell’anno, pur restando ampiamente in zona positiva.

LIQUIDITÀ E CREDITO

Torna a migliorare l’indicatore relativo ai tempi di pagamento dei clienti delle imprese del terziario della VDA, pur restando ancora al di sotto della soglia di espansione del mercato. In questo quadro, la situazione della liquidità delle imprese del terziario della VDA appare ancora in chiaroscuro: l’indicatore del fabbisogno finanziario aumenta, ma la dinamica di crescita si arresterà a fine dell’anno. Si rilevano quindi oggettive difficoltà sul fronte della liquidità delle imprese.

PREVISIONI PER LA STAGIONE TURISTICA INVERNALE

La stagione estiva 2021 ha fatto segnare risultati in ripresa in termini di arrivi e presenze in VDA. Se si isola il mese di agosto 2021, il dato delle presenze torna a sfiorare quello del 2019 (anno record): nelle strutture alberghiere i numeri dell’agosto 2021 sono pressoché identici a quelli dell’agosto 2019; nelle strutture extra alberghiere i numeri sono ancora al di sotto (-21%).

La cancellazione della stagione invernale 2020/2021 aveva fatto segnare un crollo verticale degli arrivi in VDA.

Le strutture ricettive della montagna si aspettano un importante recupero in vista della stagione invernale 2021/2022, sia dal punto di vista degli arrivi, sia dal punto di vista delle presenze (si registra un incremento delle prenotazioni già in queste settimane). Eventuali nuove chiusure causa aumento dei contagi preoccupano le strutture ricettive della VDA perché comprometterebbero la stagione invernale 2021/2022.

Per questo, pur di scongiurare quanto accaduto lo scorso anno, il 72% degli operatori si dice d’accordo con l’obbligo di Green Pass anche per i clienti.

Nello specifico, le strutture ricettive della VDA si mostrano consapevoli del fatto che l’obbligo di Green Pass possa scoraggiare una fetta di clienti degli impianti da sci. Tuttavia, la preoccupazione per possibili improvvise nuove chiusure è talmente elevata che induce a considerare tale strumento come la chiave per salvaguardare la continuità delle attività. Esiste tuttavia un ulteriore elemento di attenzione per le imprese del turismo della VDA in vista della prossima stagione invernale: la difficoltà nella ricerca di personale.

Tra aprile e settembre 2021 circa un terzo degli operatori hanno avviato azioni per la ricerca di nuovo lavoratori. Tra le imprese del turismo della VDA che hanno ricercato personale negli ultimi sei mesi, ben il 49% dichiara di aver riscontrato difficoltà nell’individuare le risorse necessarie per la propria attività.

La causa principale alla base delle difficoltà nel reclutamento di nuovo personale è da ricercare nella scarsità di risorse in possesso delle competenze e delle abilità ricercate.

“Non a caso - spiega Format Research - circa un terzo delle imprese che hanno ricercato personale non è riuscito a trovare nessuna delle risorse richieste. Il 62% ne ha trovata soltanto una parte. Solo l’8% ha completato la ricerca. In generale, le difficoltà nella ricerca di personale hanno un impatto diretto sul livello di competitività delle imprese: è così per il 61% degli operatori del turismo della VDA”.

ascova

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