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CULTURA | 17 ottobre 2021, 11:00

LIBRARTE: Goya -10 ottobre 2021 – 23 gennaio 2022. Fondazione Beyeler

A cura di Manuela Moschin del blog www.librarte.eu e del gruppo Facebook Storie di Libri di Pasquale Cavalera https://www.facebook.com/groups/storiedilibriCOM/

LIBRARTE: Goya -10 ottobre 2021 – 23 gennaio 2022. Fondazione Beyeler

Nel 275° anno della sua nascita, la Fondation Beyeler dedica a Francisco de Goya una tra le più importanti mostre mai tenute fuori della Spagna.

 

Goya fu uno degli ultimi grandi artisti di corte nonché un antesignano dell’arte moderna. Dipinti di proprietà privata spagnola raramente esposti in pubblico saranno accostati per la prima volta a capolavori provenienti dalle più rinomate sedi museali e collezioni private europee e americane.

Le opere di Goya, oggi come al tempo dell’artista, sollecitano sia i sensi che l’intelletto. L’esposizione è organizzata dalla Fondation Beyeler (Basilea, Svizzera) in collaborazione con il Museo Nacional del Prado di Madrid.

 

In maniera personalissima Francisco de Goya y Lucientes (1746–1828) ha dato spazio nella sua poliedrica produzione alle gioie e ai fasti come anche agli orrori e abissi dell’esistenza umana. Tra i generi e temi di maggior rilievo della sua pittura si annoverano soprattutto i ritratti, che raffigurano membri della famiglia reale e personaggi aristocratici ma anche amici e conoscenti dell’artista. La concezione sottesa ai ritratti è complessa in quanto Goya rappresenta con acuta penetrazione psicologica la personalità composita dei soggetti.

 

Non mancano inoltre gli autoritratti, che lasciano trapelare i moti dell’animo e l’intelligenza riflessiva dell’artista. Un tema a sé è costituito dalle majas: immagini femminili da cui promana un rapporto fra uomo e donna carico di tensione. Nei suoi dipinti di genere Goya tratteggia le realtà quotidiane della società spagnola quali mercati e arene per le corride, covi di banditi, manicomi e tribunali dell’inquisizione. Altrettanto importanti sono le scene che illustrano i sabba delle streghe in cui Goya raffigura la superstizione, l’irrazionalità e gli incubi della sua epoca.

 

La mostra alla Fondation Beyeler segue un andamento cronologico e, nell’accostarsi all’arte di Goya, prende le mosse dalla posizione ambivalente e contraddittoria di questo pittore che, se da lato fu uno degli ultimi grandi maestri in seno alla tradizione degli artisti di corte in Europa, dall’altro eseguì immagini ermetiche per suo proprio conto e in totale libertà espressiva. Nel corso della sua carriera, durata più di sessant’anni ed estesa lungo un arco di tempo che dal tardo rococò giunge al romanticismo, Goya ha dato vita a un vasto corpus di dipinti, disegni e incisioni.

 

L’esposizione è focalizzata sui tardi anni della maturità e, per evidenziare l’unicità dei mondi figurali di Goya e dare conto della ricchezza formale e contenutistica del suo lavoro, la mostra proporrà l’intero spettro tipologico (scene di genere e ritratti, ma anche nature morte e pitture di storia) e tutti i motivi peculiari di Goya. Dipinti di grande formato saranno presentati assieme a piccoli e preziosi pezzi a costituire una rassegna approfondita e completa dell’opera di Goya.

 

Preziosi fulcri della mostra sono il ritratto della Duchessa di Alba, 1795, e l’iconica rappresentazione della Maja vestida 1800–1807. Altrettanto straordinari ed eccezionalmente esposti assieme sono i due dipinti Majas al balcone e Maja e la mezzana, entrambi 1808–1812, provenienti da collezioni private europee. Nella loro rappresentazione di seducente femminilità anticipano una delle composizioni più belle di Édouard Manet, Il balcone, 1868/69 (Musée d’Orsay, Parigi). Un momento saliente della mostra è costituito dalle immagini di genere di piccolo formato, la maggior parte delle quali conservate in collezioni private spagnole e solo raramente viste fuori della Spagna.

 

Si tratta di dipinti in cui Goya – analogamente ai disegni e alle incisioni – ha dato pieno corso alla sua vena creativa più profonda. Per la prima volta dopo quella che finora è stata l’unica presentazione al Museo del Prado, l’intera serie di otto immagini di genere custodita nella collezione madrilena dei Marchesi de la Romana viene esibita alla Fondation Beyeler. Ad essa si aggiungono le quattro celebri tavole con scene di genere appartenenti alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid e solitamente concesse in prestito in via del tutto eccezionale.

 

La mostra ha dunque in serbo parecchie sorprese anche per i conoscitori di Goya. Vi figura inoltre una selezione di fogli del ciclo de Los Caprichos pubblicati nel 1799, tra cui la famosa acquaforte n. 43 con il titolo programmatico Il sonno/sogno della ragione genera mostri, in cui si riverbera malinconica e rassegnata la convinzione di Goya secondo la quale né con raziocinio né con ironia e sarcasmo si può sconfiggere l’irrazionalità.

 

A cura di Manuela Moschin curatrice della pagina Facebook e Blog www.librarte.eu

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