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Consiglio Valle | 12 ottobre 2021, 12:17

La Jeunesse Valdôtaine vuole tornare a parlare di futuro

Formazione, rappresentanza femminile, rete con i movimenti europei e politica d’azione sono i temi della nuova Jeunesse Valdôtaine

Gli Animateurs di ieri e di oggi della Jeunesse

Gli Animateurs di ieri e di oggi della Jeunesse

“La jeunesse, proprio perché composta da giovani, ha la capacità di realizzare dei piccoli miracoli nel mondo politico come ad esempio un ricambio continuo dei vertici del nostro movimento giovanile”. Ne è convinto Frédéric Piccoli, animateur della Jeunesse Valdôtaine, che dal Centro Confressi di Saint Vincent, dove nel 1976 si tenne il congresso della réunion dell’Union, ha aggiunto con determinazione: “ Oggi in questa sala la Jeunesse Valdôtaine vuole tornare a parlare di futuro”.

Tanta risolutezza ha fatto dire a Piccoli (nella foto), che è presidente del Consiglio comunale di Saint Vincent, “La Jeunesse ha la responsabilità di immaginare il futuro del mondo autonomista e deve lavorare per difendere il nostro particolarismo e la nostra autonomia, lo deve fare con le forze di tutti i giovani non solo quelli che portano un cognome valdostano. Sul tema delle lingue crediamo che sia giunto il tempo di iniziare a utilizzare tutte le lingue presenti nel nostro territorio come ad esempio la lingua walser”.

Facendo poi riferimento agli interventi che hanno animato sabato scorso le celebrazioni per suo 75° anniversario al quale hanno preso parte oltre 100 persone l’Animateur della Jeunesse ha lanciato un forte messaggio: “In queste ore abbiamo parlato di Jeunesse come gruppo di giovani dell’Union Valdôtaine, due le visioni: la prima vede noi giovani come un gruppo che deve essere fedele all’Union Valdôtaine come movimento e l’altra che vede noi giovani come voce critica del movimento. Noi abbiamo una terza visione, la Jeunesse è il movimento autonomista del futuro questo perché è sempre stato il luogo in cui si sono formate le future generazioni di autonomisti”.

E orgogliosamente ha aggiunto: “Oggi come sempre è il luogo in cui ci si forma e si costruisce qualcosa di concreto da un punto di vista politico. La Jeunesse (nella foto il direttivo) ha la responsabilità di immaginare il futuro del mondo autonomista e deve lavorare per difendere il nostro particolarismo e la nostra autonomia, lo deve fare con le forze di tutti i giovani non solo quelli che portano un cognome valdostano”.   In sintesi quattro i punti programmatici elencati da Frédéric Piccoli rispondendo alla domanda: “Quale Jeunesse per il futuro?”. Il primo  la formazione; “una formazione culturale e politica ma anche della persona, infatti, se dobbiamo formare i futuri amministratori è necessario ricordarci che il loro comportamento ha degli effetti sulla credibilità delle istituzioni che rappresentano”.

Il secondo; “far diventare la Jeunesse un luogo dove si propone una politica di azione e non finalizzata alle elezioni”.

Il terzo tornare a lavorare con i movimenti giovanili Europei “contro un sistema di globalizzazione che ci penalizza e vivere attraverso il confronto con loro una dimensione internazionale della politica”.

Quarto costruire una Jeunesse “a misura di uomini e donne affiché in futuro anche le Donne siano presenti in ugual misura agli uomini nelle amministrazioni”.

Un pomeriggio, quello di sabato 9 ottobre, scandito da due momenti distinti. Il primo, iniziato alle 15.00, dedicato alla celebrazione dell’anniversario della Jeunesse si è aperto con la relazione dello storico Joseph Rivolin che ha ripercorso la storia del movimento giovanile dal 1946 ad oggi.

Il dibattito ha visto protagonisti i giovani rappresentati delle forze politiche presenti in consiglio regionale con gli interventi di: Marco Gheller (Alliance Valdôtaine), Matteo Da Rin (Lega Valle d’Aosta) e Etienne Merlet (Pour l’Autonomie). Hanno partecipato alla giornata anche i giovani del Partito Democratico e di Stella Alpina. Tra i diversi interventi sono stati proiettati i contributi video delle forze giovanili autonomiste ed europee di: Fabian Kobald (International secretary della JG), Oriol Marín Subirà (Joventut Nacionalista de Catalunya), Mauro Agosti (PATT), Giacomo Comincini (Foreign friends of Catalonia). Presenti anche i ‘grandi’ dell’Uv.

Il Senatore Albert Lanièce ha sottolineato come  “la Jeunesse Valdôtaine in questi 75 anni ha saputo interpretare le esigenze dei giovani del mondo autonomista. L’obiettivo della Jeunesse è sempre stato, e sempre sarà, quello di sostenere e di difendere il particolarismo valdostano”. Ed ha aggiunfo: “Oggi la grande sfida di tutti voi giovani è quella di costruire un percorso che riporti fiducia ai giovani verso la politica. Una fiducia sempre più assente, lo dimostrano i risultati delle ultime elezioni amministrative che ancora una volta hanno visto la vittoria dell’assenteismo”.

All’intervento del senatore ha fatto eco il presidente della Regione, Erik Lavevaz (nella foto in basso) che ha ravvisato la necessità di ridare fiducia alla politica e ritornare a parlare di partiti e non di una politica personalistica. “La Jeunesse – ha sottolineato - è legata a doppio filo all’Union Valdôtaine, una posizione che, però, non deve essere di sottomissione. Il compito dei giovani è quello di portare una voce critica in maniera propositiva”.

Ha quindi auspicato che che “la Jeunesse porti il punto di vista dei giovani all’interno del dibattito politico. Da anni viviamo una politica personalistica che ha fatto danni immensi, una personalizzazione che ha dato vita a movimenti costruiti sulla figura di una sola persona oppure contro una persona, togliendo così la centralità ai movimenti politici”.

  Per la presidente dell’Uv, Cristina Machet, “La Jeunesse Valdôtaine ha fatto e fa un grande lavoro, ha sempre saputo parlare con i giovani malgrado oggi sia sempre più difficile cogliere la loro attenzione. Secondo un report Istat il 30% dei giovani tra i 18 e i 34 anni non partecipano alla vita politica, un virus che genera anche la totale mancanza di espressione di una propria preferenza alle urne e per questo motivo le amministrazioni hanno sempre meno giovani nei ruoli centrali”.

La celebrazione si è conclusa con la consegna delle pergamene agli anziani animateur presenti in sala. Alle ore 18.00 si è tenuta la tavola rotonda “Quale futuro per i giovani Valdostani?” che ha visto la partecipazione di: Giorgia Vigna Lasina (Presidente Jeunes Hôteliers Valdôtains), Maria Elena Udali (Confcommercio Giovani e Terziario), Julien Trèves (AREV), Jules Pession  (Associazione Valdostana Maestri di sci/Guide alpine), Claudio Albertinelli (SAVT), Alexandre Bertolin (ANCI Giovani), Joel Albaney (Fédérachon Valdoténa di Téatro Populéro). L’evento è stato moderato dalla giovane giornalista Martina Praz.

ascova/pimi

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