Consiglio Valle - 10 ottobre 2021, 08:33

Assalto sede CGIL a Roma. Oggi domenica 10 ottobre, aperta e presidiata dalle ore 9 la sede della Cgil Aosta

Le reazioni in Valle d'Aosta agli attacchi squadristi dei no vax e dei fascisti alle istituzioni e alla sede della Camera del Lavoro di Roma

Il presidio Cgil Aosta

Il presidio Cgil Aosta

“Siamo il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori. Siamo fondati sul lavoro e sull’antifascismo. Un attacco di questo genere alla nostra sede nazionale non può che essere “il disegno” di menti fasciste, tra cui anche qualcuno “mascherato” da no vax. Resistiamo e continueremo a resistere”. È il commento della Cgil Valle d'Aosta. Domani, domenica 10 ottobre, a partire dalle ore 9 la nostra sede di Aosta - in via Binel 24- sarà aperta e presidiata.

Afferma Maurizio Landini segretario generale CGIL : “L’assalto alla sede della Cgil nazionale è un atto di squadrismo fascista. Un attacco alla democrazia e a tutto il mondo del lavoro che intendiamo respingere. Nessuno pensi di far tornare il nostro Paese al ventennio fascista”.

Progetto Civico Progressista esprime solidarietà a tutta la CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro per il vile attacco fascista subìto oggi pomeriggio e conferma fin da ora la propria partecipazione al presidio antifascista di domani mattina 10 ottobre davanti alla sede della CGIL.

 EDUCALIBERAVDA

 

Il comitato Educazione e Libertà Valle d’Aosta (EducaLiberaVdA), costituitosi in rappresentanza di quasi 400 lavoratori della scuola (Docenti, ATA ed Educatori), si unisce agli oltre 20 rappresentanti di altrettante categorie del lavoro della Valle d’Aosta che raccoglie ad oggi circa 2.500 lavoratori valdostani, a seguito della manifestazione di Roma
ribadisce come fatto in ogni occasione i propri fondanti principi nell’esprimere:
1. la condanna di qualsiasi atto di violenza fisica e ideologica e di ogni discriminazione verso qualsiasi persona che liberamente esercita la propria libertà di pensiero e di scelta
2. il proprio dissenso all’introduzione della “certificazione verde COVID-19” detto impropriamente “Green Pass” per accedere al luogo di lavoro che lede diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione a partire dall’art. 1;
3. la libertà di scelta in tema di vaccinazione sancita dalla Costituzione Italiana e da numerosi trattati internazionali, riferentesi al rispetto dei diritti umani;
4. la libertà di manifestare il proprio dissenso in modo pacifico e in conformità con le leggi e delle regole frutto dell’ordinamento costituzionale e democratico italiano;
5. la solidarietà ai membri delle Forze dell’Ordine feriti oggi a Roma nel loro ruolo di lavoratori anch’essi colpiti nella dignità professionale dalle decisioni improvvide del governo e, nonostante questo, comunque presenti a garanzia e difesa dei diritti costituzionali di pacifica e libera manifestazione;
6. la vicinanza ai sindacati oggetto di un attacco squadrista, atto che ricorda da vicino le parole e le azioni di chi sta cercando di trasformare la comunità valdostana e nazionale in un’arena dove tifoserie contrapposte si scontrino, tentando subdolamente di impedire l’esercizio del diritto al lavoro e instillando la discriminazione come modalità di relazione, minando alle fondamenta le istituzioni democratiche e la società civile a tutti i livelli;
7. l'augurio che l'informazione in Valle d’Aosta contribuisca a restituire alla comunità valdostana informazioni serie e approfondite, utili ad affrontare queste emergenze in modo equidistante da fazioni, schieramenti e punti di vista.

SAVT - CLAUDIO ALBERTINELLI

“Nella mattinata odierna ho voluto partecipare personalmente al presidio organizzato di fronte alla sede della CGIL di Aosta per portare la solidarietà del SAVT a seguito degli eventi avvenuti ieri a Roma. L’attacco della sede della CGIL di Roma è quanto di più vigliacco e vile si possa immaginare, visto che è stata messa sotto sopra quella che prima di tutto è la sede di lavoro di tante persone che ogni giorno operano con onestà e correttezza. E’ legittimo manifestare il proprio dissenso, non sono al contrario accettabili atti di violenza che mettano in discussione il nostro sistema democratico.

Quanto è accaduto, infatti, per quanto debba essere condannato con forza e a non possa in nessun modo essere giustificato, deve, però, anche farci riflettere tutti profondamente.  Sono ormai troppi i campanelli di allarme che arrivano da più parti in merito al degrado della nostra società civile. Sempre più spesso vengono messi in discussione il sistema democratico stesso e i corpi intermedi, da quelli politici a quelli sociali, che lo rappresentano. Si passa da dei dati sempre più importanti di astensionismo alle varie tornate elettorali, fino ad arrivare all’attacco della sede del più antico sindacato italiano. E’ evidente che vi sia uno scollamento tra i cittadini e tra chi è chiamato, nelle varie vesti, a rappresentali. Se non si vuole correre il rischio che i fatti di ieri possano ripetersi anche, magari, in forme più gravi, bisogna assolutamente aprire una riflessione e capire come si possa provare a colmare questo divario che si è venuto a creare.” 

 

ascova

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