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SOS Quattro Zampe | 07 ottobre 2021, 20:14

La morte della star dei social

Ndakasi ci ricorda come il destino dei gorilla di montagna sia appeso a un filo

La morte della star dei social

La morte di Ndakasi, la gorilla di montagna del Parco dei Virunga divenuta celebre per la foto che la ritraeva con il ranger del parco, ci ricorda come il destino dei gorilla, il piu' grande primate, sia davvero appeso a un filo. Ne rimangono poco più di 1.000.

Da piccola, Ndakasi era stata ritrovata dalle guardie del parco aggrappata al corpo senza vita della madre, uccisa dai bracconieri, e di lì trasferita ad un centro di soccorso a Goma. All'annoso problema del bracconaggio si sono aggiunte, nell'ultimo anno e mezzo, le restrizioni del turismo legate alla pandemia, con conseguente diminuzione dei già pochi fondi per finanziare azioni di conservazione e controllo del territorio che l'ecoturismo generava.

Oltre al rischio, per questi primati così simili a noi, di contrarre il virus trasmesso dall'uomo.

Tutto questo rende ancora piu' complessa la conservazione in un'area così instabile come il Parco dei Vulcani Virunga, che proprio nel 2021 ha compiuto 100 anni: ultimo baluardo per la conservazione di specie chiave per la nostra biodiversità ma anche per lo sviluppo delle popolazioni locali.

La sottospecie Gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei), suddivisa in due popolazioni isolate, è presente unicamente in due aree protette: nel Parco Nazionale del Virunga, posto ai confini tra l’Uganda, il Rwanda e la Repubblica Democratica del Congo, e nel Parco Nazionale del Bwindi in Uganda.

Nel report del 2021 della IUCN “Conflitti e Conservazione” il gorilla di montagna è inserito tra le 200 specie che più ha risentito negli anni e risente tutt’ora della complicata situazione politico/sociale degli stati in cui è presente.

Qui per sostenere l'azione WWF per la conservazione del gorilla >

WWF/ascova

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