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CRONACA | 21 settembre 2021, 12:11

L'Aido nazionale commissaria la sezione VdA ma prima incassa il lascito di una valdostana da centinaia di migliaia di euro

Paola Borgnino

Paola Borgnino

Forse non tutti sanno che...il retroscena del commissariamento, da parte della giunta nazionale dell'Associazione italiana donatori organi-Aido nei confronti della cinquantennale sezione aostana dell'associazione, svela un'acquisizione di quelle che fanno gola. Nel 2018 una donna valdostana aveva deciso di lasciare in eredità tutti i suoi cospicui beni a due associazioni di volontariato locali, una di queste l'Aido VdA. All'atto il notaio, in assoluta buona fede, verificando che mancavano alcuni dati per poter identificare giuridicamente la sezione valdostana dell'Associazione italiana donatori organi-Aido, suggerì di indicare genericamente l'Aido, inserendo comunque precisi riferimenti alla sezione locale. Ma non appena l'atto fu pubblico intervenne l'Aido nazionale, pretendendo l'acquisizione del bene così come da norma statutaria, secondo la quale nei testamenti e nei lasciti deve essere chiaro il riferimento alla sezione cui si intende lasciare l'eredità.

"Pensavamo comunque che con quei soldi i vertici romani ci avrebbero aiutato almeno a pagare affitti e alcune spese - commenta l'ex presidente di Aido Valle d'Aosta, Paola Borgnino - invece nulla: l'Aido nazionale si è tenuta tutto. Sia chiaro, era un loro diritto legittimato dallo Statuto e tutto sommato questo ci ha fatto meno male di quanto è accaduto dopo".

'Dopo' infatti è accaduto che Borgnino dopo aver dato le dimissioni lo scorso 16 luglio ha consegnato le chiavi della sede e la documentazione associativa al commissario, giunto nel pomeriggio di quel giorno ad Aosta da Roma. Borgnino era accompagnata dai due vice presidenti Severino Cubeddu e Daniele Scano, con l'amministratrice Antonella Dalla Zanna, che non riuscirono a trattenere le lacrime mentre il commissario, gli occhi protetti da costosi occhiali da sole, armeggiava con il suo tablet non vedendo l'ora che il passaggio di consegne terminasse.

La Giunta nazionale aveva comunicato già lo scorso dicembre alla presidente della sezione valdostana di non ritenere valida l'Assemblea elettiva 2020 dell'Aido VdA durante la quale era stato rinnovato il consiglio direttivo e confermata la presidenza "a causa della mancata formazione dei gruppi comunali".

In piu’ occasioni - rammenta Paola Borgnino - avevamo ribadito la motivazione dell’assenza di tali organi inferiori, che non è dovuta a una mancanza di volontà ma ad un’oggettiva caratteristica del nostro territorio e del numero ridotto della popolazione valdostana rispetto ad altre realtà". Gruppi comunali, dunque, "che non sono mai esistiti in Valle e quindi una caratteristica unica ma risaputa fin dal momento della nascita dell’associazione".

Nel maggio scorso il Consiglio Valle aveva approvato all'unanimità una risoluzione per invitare i parlamentari valdostani e il governo regionale "a farsi promotori di tutte le iniziative possibili a sostegno della sezione valdostana dell'Aido per riaffermare il suo ruolo sociale, oltre che ad attivarsi per sospendere la scelta di commissariare l'Aido Valle d'Aosta". Ma a Roma avevano evidentemente proseguito per la loro strada.

A pensar male, ovvero che quella cospicua eredità c'entri qualcosa in tutto questo, ovviamente si fa peccato.

patrizio gabetti

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