/ FEDE E RELIGIONI

FEDE E RELIGIONI | 10 settembre 2021, 18:00

Domani sabato 11 settembre saint Adelphe

Sancte Michaël Archangele, ora pro me!   Ama Gesù, amalo tanto, ma per questo ama di più il sacrificio. Amore vuole essere amaro. (San Pio di Pietralcina)

Domani sabato 11 settembre saint Adelphe

AGENDA DEL VESCOVO DI AOSTA MONS. FRANCO LOVIGNANA

Lunedì 13 settembre
Vescovado - mattino
Udienze

Martedì 14 settembre
Curia Vescovile - ore 14.30
Riunione della Commissione Paritetica Diocesi di Aosta - Regione
Autonoma Valle d'Aosta per gli interventi di tutela, conservazione
e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici

Mercoledì 15 settembre
Pianezza - ore 9.30-16.30
Assemblea della Conferenza Episcopale Piemontese

Giovedì 16 settembre
ore 8.45-12.45
Riunione in video conferenza del Comitato CEI per la valutazione
dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell'edilizia di culto

Seminario - ore 17.30
S. Messa per l'inizio dell'anno scolastico

Venerdì 17 settembre
Entrèves, Casa La Madonnina - ore 11.30
Incontro con il Preposito provinciale dei Chierici Regolari Somaschi

Vescovado - pomeriggio
Udienze

Le Messager Valdotain ricorda saint Adelphe

La Chiesa celebra Sant' Elia Speleota Abate

Nel monastero di Aulinas in Calabria, sant’Elia, detto lo Speleota, insigne cultore della vita eremitica e cenobitica.

Sant’Elia Speleota (così chiamato per distinguerlo dall’omonimo profeta e da S. Elia Juniore) nacque a Reggio Calabria nel 863 da ricchi genitori, Pietro e Leonzia.

All’età di diciotto anni, la madre Leonzia gli propose di sposare una nobile giovinetta e di metter su famiglia. Elia, però, rifiutò la proposta e fuggì di casa andando prima a Taormina di Sicilia, a far penitenza, e poi si diresse in pellegrinaggio a Roma. Qui, nelle vicinanze della città eterna, prese l’abito monastico di S. Basilio Magno (forse nell’abbazia di Grottaferrata).

Tornato a Reggio di Calabria, Elia fuggì di nuovo, stavolta col monaco Arsenio, diretto a Patrasso in Oriente. Nel frattempo i Saraceni irruppero in Calabria fecendo stragi e schiavi.

Al ritorno da Patrasso, Sant’Elia Speleota (=abitatore di grotte), insieme ai monaci Cosma e Vitale, si ritirò a condurre vita di penitenza nella grotta di Melicuccà.

Qui, ben presto, gli abitanti dei paesi vicini, attratti dalla sua fama di santità, venivano a visitarlo, ascoltarlo, a ricevere da lui conforto e incoraggiamento.

L’11 settembre del 960, quando aveva già 97 anni, Elia morì. Fu sepolto nel sepolcro che lui stesso aveva scavato nella grotta con le sue mani.

Lì, il suo corpo rimase sepolto fino al 2 agosto 1747 quando furono scoperte le sue ossa. In quell’occasione, come attesta l’atto pubblico rogato dal notaio Fantoni Carmelo il 12 agosto di quell’anno, Antonio Germanò, giovane di Melicuccà gravemente ammalato, alla sola vista delle ossa di sant’Elia guarì istantaneamente.

Il sole sorge alle ore 6,49 e tramonta alle ore19,56

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore