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Block Notes | 18 luglio 2021, 12:00

Una palla per caso

Block Notes è una rubrica settimanale promossa dall’associazione Comunque Valdostani con l’obiettivo di avvicinare i Cittadini al Palazzo e aprire il Palazzo ai Cittadini. L’Associazione Comunque Valdostani ringrazia il Sindaco di Aosta, Gianni Nuti, che con entusiasmo ha aderito alla proposta

Una palla per caso

Stavolta gioco facile.

Un gruppo di persone che vuole dedicarsi alla politica e all’amministrazione deve imparare a stare insieme anche se ciascuno ha culture, provenienze e sensibilità differenti: si è lavorato in altri contesti, con ruoli dissimili e dunque non si comincia da capo, ma ogni conquista consolidata deve diventare materia da rimaneggiare per adattarsi al nuovo.

E questo nuovo si genera dal gioco di contatti che si attiva tra tutti: c’è bisogno di confrontarsi a due, tre, per sottogruppi, tutti insieme per capire cosa funziona e cosa no; occorre una regia, che faciliti le scelte, promuova le azioni e aiuti a prevenire i conflitti, senza egocentrismo perché distrae, offusca e sottrae piacere agli altri.

La base di tutto è il progetto, non solo fatto di obiettivi, ma di schemi, strategie, modelli flessibili nei quali il tempo del “lavoro insieme” è pianificato sulla base di ciò che ci circonda, delle forze antagoniste e di quelle sulle quali contare, e rispetta un sistema di regole che segna un confine invalicabile, l’unico che dà senso al vivere civile, indispensabile per raggiungere ogni scopo di pienezza.

(nella foto Mancini e Vialli giovanissimi)

Si sa, il progetto è un’immagine che ipotizza delle possibilità, ma c’è il caso, quel sistema di energie che non governiamo, quella parte di realtà extrasensoriale, ovvero impossibile da captare e assorbire da parte dei nostri miseri corpi, cui si aggiunge la fantasia che ci suggerisce, nel qui ed ora, di disattendere ogni schema, di ribaltare ogni strategia pur senza infrangere le regole.

Nel calcio, una palla è il centro del caso, è il fulcro di ogni vettore potenziale, il cuore di tutte le euforie e di tutte le amarezze vivibili: va domata, posseduta, elevata e fatta precipitare ma soprattutto offerta: sono i passaggi che provocano attesa, fanno accumulare tensione, alimentano desideri; solo la capacità di arginare le intemperie – l’avversario, il campo, l’aria e i suoi umori, i venti e le distanze – permette di avanzare insieme, in una ragnatela di incroci, in uno scintillare di contatti.

Ma se si applicassero schemi predefiniti e null’altro, se si facesse del progetto di gioco una incarnazione pedestre, nessuno amerebbe il calcio. La sfida è cogliere l’imprevedibile e trasformarlo in azione costruttiva, è sorprendere se stessi e gli avversari con mosse ardite, rischiose, è sperimentare una sequenza di gesti mai compiuti, una coreografia improvvisata, per varcare la rete o servire il compagno.

Prima virtù tra tutte, è però la preveggenza: la capacità di anticipare, estendendo la visione dell’istante nel futuro, divinando le mosse dell’intero sistema dinamico nel quale si è inseriti per portare il gioco a proprio favore e andare in gol, raggiungere la méta.

Così ha fatto la nazionale italiana, guidata da una persona competente, umile, attenta nel facilitare gli scambi amicali prima che di palla tra i suoi uomini senza invadenze, con una ferrea volontà di restare in secondo piano e la capacità di rendere superfluo, persin dannoso, per qualunque dei suoi calciatori, farsi esaltare come il migliore. Il suo carisma enigmatico, sfuggente farà in modo che nelle persone sia sempre alimentato il desiderio di capire qualcosa di più: sono certo, non ci si stancherà di lui, si dileguerà un attimo prima che questo possa accadere.

Analogamente a ciò che succede in un campo, un gruppo di amministratori deve saper progettare, governare il caso, coltivare immaginazione e fantasia rispettando le regole senza protagonismi con un obiettivo: alla fine della corsa, poter stringere forte e a lungo l’amico, gli amici di una vita con commozione, pienezza e un alito di pena.

Gianni Nuti

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