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CULTURA | 30 giugno 2021, 17:00

LUGLIO NEL CALENDARIO 2021 DEI CARABINIERI

Da quasi un secolo il Calendario è una parte di noi, un simbolo dell’Arma al pari della Fiamma e degli Alamari. Scandisce i nostri anni, che scorrono veloci anche quando i giorni sono lunghi. Viviamo un periodo difficile, è noto a tutti

LUGLIO NEL CALENDARIO 2021 DEI CARABINIERI

La bassa padana, che è un luogo accogliente, a luglio diventa un inferno con temperature torride e umide per via del Po. Gli abitanti, gente simpatica e gioviale, d’estate cercano di distrarsi sotto i portici davanti ai caffè a giocare a carte. E non nascondo che qualche giro di briscola o una mano o due di tressette me li faccio volentieri anche io, così posso anche tastare il polso alla gente. Niente di che, le solite cose: la calura che non se ne può più, che non si arriva a fine settimana perché i prezzi crescono sempre. Inoltre dal portico si butta un occhio sulla strada per vedere chi passa.

“Ma guarda che strano” disse il mio avversario a tressette. Era il Ballotta, concessionario di automobili.

“Che cosa?” gli feci eco.

“E’ un po’ che gira quella Peugeot di una concessionaria di Cuneo. Un po’ fuori mano, eh Maresciallo?”

“Che fai, mi rubi il mestiere?” scherzai.

“E poi ieri i due a bordo avevano la tuta di operai dell’ENEL”.

“Accidenti, sono loro! Abbiamo già denunce per questi malandrini che si fingono mandati dalla compagnia elettrica a riscuotere soldi da persone molto anziane. Vediamo se riusciamo a beccarli sul fatto!”

Chiamai al cellulare Antonino Benelli, un giovane carabiniere piuttosto sveglio: “Nino, ci sono all’opera quei farabutti che si approfittano degli anziani per derubarli. Sono due. Prendi la via Parini, io vengo da via Giordano Bruno e li becchiamo!” Corsi fuori mentre il Ballotta mi indicava dove aveva visto passare i due imbroglioni: “Di là, Maresciallo!”

Misi subito in moto l’Alfa mentre uno dei due che faceva il palo dalla finestra diede l’allarme e subito si precipitarono per le scale. Uscirono in strada e come mi videro corsero in direzione opposta dove forse avevano parcheggiato la macchina. Ma nello stesso tempo spuntava Nino e li incastrammo come polli.

Questa a peccar con esso così venne,

falsificando sé in altrui forma,

come l’altro, che là sen va, sostenne

Così mi vennero in mente, mentre scrivevo il verbale d’arresto, i versi di Dante, ché cambiarsi i connotati è pessima abitudine e quasi sempre finisce in male.

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