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ECONOMIA | 18 giugno 2021, 09:15

I sindacati lanciano l'allarme sanità

La preoccupazione per la gestione della sanità valdostana continua a crescere e non emergono al momento posizioni e progetti strategici che portino a credere ad un cambio di rotta

I sindacati lanciano l'allarme sanità

"Le carenze e le difficoltà manifestate sono sotto gli occhi di tutti". Sono perentori Igor De Belli , Pietro Trovero  (FP CGIL)  Barbara Abram , Chiara Pasqualotto  (CISL FP)  Ramira Bizzotto  Marilena Melidona (UIL FPL) nel denunciare, con una nota congiunta le disfunzione del servizio sanitario valdostano.

"Servizi intasati da liste d’attesa interminabili che costringono parte della popolazione, quella che possiede sicure fonti di reddito, a rivolgersi al servizio privato e la restante parte a rinunciare alla possibilità di sottoporsi a visite ed esami", aggiungono sono sottolineati nell'evidenziare che "significativi risultano essere i ritardi relativi agli screening di prevenzione dei tumori. Ritardi che si traducono in importanti conseguenze per la salute pubblica.  Emerge inoltre l'assenza di un progetto sociosanitario territoriale".

A queste situazioni già di per sé complicate si aggiunge il problema della mancanza di personale del comparto o comunque, sempre di numero inferiore. Un problema grave da ricondurre, tra l'altro, "al sempre maggior numero di infermieri, operatori socio sanitari e tecnici sanitari che rassegnano le dimissioni per andare a lavorare presso realtà economicamente e organizzativamente più attrattive".

Per i sindacati "professionisti che, fino ad oggi hanno con grande fatica sostenuto il sistema sanitario garantendo assistenza 24 ore su 24, stanno gettando la spugna. I carichi di lavoro sono divenuti insostenibili a seguito di una gestione e organizzazione prive di criteri che rispettino non solo il lavoro ma anche la dignità dei lavoratori in quanto persone".

Infatti, i professionisti della sanità sono figli di genitori anziani da assistere, sono madri e padri con figli minorenni di cui occuparsi e loro stessi possono avere problemi di salute. "Non è pensabile - spiega la nota congiunta - trattarli esclusivamente come se fossero un numero di matricola! Registriamo giornalmente, da parte dei dipendenti Usl, segnalazioni di stanchezza psico-fisica, frustrazione e demotivazione. Il numero di personale che assiste oggi i degenti in ospedale si è pressoché dimezzato rispetto al passato".

Igor De Belli , Pietro Trovero  (FP CGIL)  Barbara Abram , Chiara Pasqualotto  (CISL FP)  Ramira Bizzotto  Marilena Melidona (UIL FPL) auspicano che a partire da oggi, a fase emergenziale in esaurimento, "gli organi di governo individuino obiettivi di breve, media e lunga durata che possano dare risposte alle numerose istanze provenienti dai lavoratori del sistema sanitario regionale e dai cittadini. Ci aspettiamo inoltre un serio confronto con le parti sociali, da troppo tempo escluse dal dibattito che le riguarda. Il rischio per tutti è il naufragio sanitario".

ascova/pi

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