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Consiglio Valle | 12 giugno 2021, 08:00

L'avviso di garanzia quotidiano per i Sindaci

Siamo alle solite, tutte le volte che in Italia succede qualcosa di spiacevole nei nostri territori, troviamo Sindaci e Amministratori Comunali con un avviso di garanzia in tasca. Tutte le volte che un Sindaco si trova in questa situazione, garantisti e colpevolisti si schierano ed iniziano i proclami della politica

L'avviso di garanzia quotidiano per i Sindaci

Da sempre anche in Valle d’Aosta il Celva (delegazione ANCI regionale), ha evidenziato la problematica e la mancanza di una vera volontà politica nel risolvere questo annoso problema. 

L’ultimo fatto, avvenuto a Crema dove la sindaca è stata raggiunta da un avviso di garanzia perché un bimbo si è schiacciato due dita di una mano, senza danni, in una porta della scuola, ha innescato una levata di scudi sui principali quotidiani nazionali a favore del ruolo del Sindaco, tutti ad auspicare in tempi brevi una riforma legislativa che renda possibile la “missione” del Sindaco.

Si! proprio una missione quella del Sindaco, autentico parafulmine di un sistema italico che a causa di disposti normativi obsoleti, burocrazia imperante e impianti legislativi poco chiari diventa il “responsabile” di tutta l’inefficienza del nostro sistema democratico.

Facile dire che i Sindaci, i Comuni sono l’ultimo baluardo della nostra democrazia a garanzia dei cittadini, quando i poteri assegnati ai Sindaci sono limitati e poco chiari.

Un amministratore è responsabile a prescindere in modo oggettivo indipendentemente dagli atti che compie e questo paradosso lo viviamo tutti i giorni.

Come ho più volte evidenziato, voler fare il Sindaco è una scelta supportata dal Popolo, nessuno ce lo impone, ma obiettivamente per molti, il Sindaco è un Kamikaze, credo che non ci sia Primo Cittadino in Italia che non abbia messo in conto che prima o poi, per i più svariati motivi si potrebbe trovare indagato o peggio ancora rinviato a giudizio per fatti e atti che nulla hanno a che vedere  con il dolo, ma solo con il ruolo istituzionale che si ricopre.

Come si può immaginare che un Amministratore pubblico sia responsabile di un evento calamitoso, di un inspiegabile crollo di un albero, del rotolamento di un sasso. Come si può pensare che ci sia una responsabilità oggettiva su fatti di questo genere.

Il Dolo, dovrebbe essere l’unico elemento di valutazione, tutto il resto dovrebbe essere ricondotto alla sfera del “buon senso” che dovrebbe basarsi esclusivamente sulla semplificazione delle regole e delle procedure, distinguendo i comportamenti non corretti dai comportamenti del quotidiano imposti dalla carica stessa.

Penso che non ci sia Sindaco che ogni giorno non si auguri che la propria polizza assicurativa sia completa e solida. Come si fa a non dormire ogni volta che piove, che nevica, ogni volta che riceviamo una allerta meteo.

Ha ragione Massimo Atelli, Procuratore della Corte dei Conti della nostra Regione che in un suo articolo sul “il Sole 24 ore” sottolinea come siano evidenti storture del sistema.

Sempre più necessario quindi e con urgenza impostare una legge che riveda il ruolo del Sindaco e le sue competenze e che contestualizzi il suo operato al territorio stesso di riferimento.

Iniziamo a dire che Noi non siamo responsabili dei disastri naturali e dell’imbecillità di qualcuno.

Dateci la possibilità di operare con coscienza, onestà intellettuale, senza dover tutti i giorni rischiare di rovinare le nostre famiglie per atti che non hanno niente a che vedere con il dolo o peggio ancora con il malaffare.

Chiediamo solo questo, e speriamo che l’interessamento di questi giorni della politica tutta, e dei numerosi parlamentari, non sia solo dovuta alla difficoltà del momento e cioè: quella di trovare candidati validi alle amministrative prossime. La dignità dei Sindaci va oltre.

Ha ragione Decaro Presidente ANCI e Sindaco di Bari ad affermare che se si continua così ci troveremo di fronte una Nazione di cittadini e soprattutto di “Non candidate e Non candidati”. UN PECCATO!

Franco Manes, Sindaco di Doues e presidente Celva

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