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TURISMO VALLE D'AOSTA | 08 giugno 2021, 10:42

“Cantine Aperte” simbolo del ritorno alla normalità ma la Valle pensa ad una nuova proposta

VIVAL, Sostenuta dall’assessore all’Agricoltura, Davide Sapinet, sta lavorando alla costituzione del consorzio di tutela

foto repertorio

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Indicato come motore della ripartenza del Paese, il turismo del vino anima il primo weekend dell’Italia in giallo e, per la prima volta, celebra l’arrivo dell’estate. Lo fa con il suo evento storico (che, negli ultimi anni, sembra aver perso un po’ di smalto e importanza, ndr), che ha rivoluzionato il mondo del vino portando le persone nelle aziende: “Cantine Aperte” (29-30 maggio e 19-20 giugno), oggi un simbolo di ritorno alla normalità.

Con le cantine che riaprono le porte nel rispetto delle regole anti-Covid, in territori altrettanto simbolici per la storia d’Italia e dell’enoturismo, dalla Sicilia e Marsala, con le cantine storiche di Donnafugata, alla Toscana, dove il fenomeno è nato e si leggerà “Dante in Vigna”. E poi in 14 Regioni, dal Friuli al Veneto, dalla Lombardia al Piemonte, dall’Umbria alle Marche, dal Trentino alla Puglia. Ogni anno, l’ultima domenica di maggio si svolge la manifestazione Cantine Aperte durante la quale è possibile degustare gli eccellenti prodotti di molte aziende vitivinicole valdostane.

In Valle d’Aosta l’edizione 2021 di cantine aperte è stata sospesa ma le antiche testimonianze scritte che attestano la presenza della viticoltura in Valle d’Aosta risalgono al medioevo. Oggi la qualità dei vini valdostani è molto elevata, le caratteristiche dei vini alquanto particolari. Negli ultimi decenni si è assistito ad un costante incremento qualitativo e quantitativo delle produzioni, che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti in campo nazionale e internazionale.

Dunque giusto che la Valle d’Aosta trovi un suo spazio per valorizzare le proprie peculiarità enogastronomico.

E per farlo come assicurano all’assessorato all’Agricoltura, Andrea Barmaz, Presidente VIVAL, l’ Associazione Viticoltori Valle d'Aosta, è al lavoro per dare la possibilità alle aziende che lo vogliono di partecipare il 20 giugno ad una edizione tutta valdostana di cantine proposta per la prima volta dal Movimento Turismo del Vino proprio per dare una possibilità in più alle aziende visti i tempi strettissimi per il solito appuntamento di fine maggio.

Di più Vival, sempre con il supporto dell’assessorato all’agricoltura, punta alla rassegna “Vini in Vigna” in programma il 24 luglio, il 7 e 21 agosto per lanciare così Cantine Aperte a San Martino a novembre (per VdA sarebbe la prima edizione) che per la Valle d’Aosta sarà la prima edizione.

La viticoltura valdostana diventa sempre più un punto di forza dell’offerta turistica della Valle d’Aosta tanto che per valorizzare i vini valdostani ii vertici di Vival sono al lavoro per la costituzione, di intesa con l’assessorato, del consorzio di tutela così come è stato fatto per la Fontina. E chissà che non si giunga ad un Consorzio unico per la Tutelo delle produzioni agroalimentari della Valle d’Aosta.

pi.mi/ascova

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