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CULTURA | 31 maggio 2021, 17:00

GIUGNO NEL CALENDARIO 2021 DEI CARABINIERI

Da quasi un secolo il Calendario è una parte di noi, un simbolo dell’Arma al pari della Fiamma e degli Alamari. Scandisce i nostri anni, che scorrono veloci anche quando i giorni sono lunghi. Viviamo un periodo difficile, è noto a tutti

GIUGNO NEL CALENDARIO 2021 DEI CARABINIERI

Non dimenticherò mai quel cinque di Giugno a Piazza di Siena quando si celebra la Festa dell’Arma. Attorno lo splendore di Roma, l’Urbe, la Città che non morirà mai. Io, piccolo uomo ricordo i miei mesi e i miei anni, attorno vedo lo scorrere dei secoli e dei millenni.

Ci sono momenti in cui ci rendiamo conto di come abbiamo speso i giorni della nostra vita. Volgiamo lo sguardo al cammino che abbiamo percorso, alle speranze che avevamo coltivato, agli ideali che ci eravamo prefissi di realizzare. Sono i momenti, per un servitore dello Stato, dei ricordi e delle avventure con i nostri compagni di viaggio.

I miei superiori hanno voluto riconoscere il mio impegno, che in realtà era solo il mio dovere, ma anche i miei sentimenti. Hanno preparato un premio per me, come quando da bambini i miei genitori festeggiavano un successo a scuola o in una gara di noi piccoli atleti.

I miei superiori nelle loro uniformi impeccabili e il Ministro della Difesa a rappresentare il Governo erano presenti. Impettito mi sentii fremere, come sempre, alle note dell’Inno nazionale. Mi parve di sentire la mia voce che, trentadue anni prima, pronunciava il giuramento.  Allora non mi vennero i lucciconi agli occhi come adesso: ero giovane, duro. Oggi è diverso. Mi premiano per essere stato fra i migliori comandanti di Stazione ed è il Comandante Generale a darmi ufficialmente questa grandissima soddisfazione.

Ricordo tutte le sedi, le città del nord, del centro e del sud di questo mio Paese, le persone che ho incontrato, la gente che mi ha stimato e mi ha dato la sua fiducia.

Mi risveglia dai ricordi l’ordine di “Carica!” del carosello dei Carabinieri a cavallo, mentre il frastuono dei magnifici destrieri mi richiama i versi del nostro immenso Poeta:

Questo tuo grido farà come vento,

che le più alte cime più percuote;

e ciò non fa d’onor poco argomento.

Mi piace pensare che il grido sia ancora quello del mio giuramento, un vento capace di urtare le cime. E che, come per Dante nella profezia di Cacciaguida, il mio dire e il mio fare siano fonte di onore.

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