AGRICOLTURA - 11 maggio 2021, 08:00

In piazza si balla e si suona, per entrare alla Croix Noire ci vuole il tampone

L’attività delle Bataille de Reines non può essere per ovvie ragioni disciplinata a livello romano

In piazza si balla e si suona, per entrare alla Croix Noire ci vuole il tampone

L’attività delle Bataille de Reines non può essere per ovvie ragioni disciplinata a livello romano, ma a livello ragionale deve essere considerata e deve trovare un adeguato collocamento tra le attività produttive. E’ il pensiero di Roberto Bonin, presidente dell’Associazione Batailles de Reines che non riesce a capacitarsi del perché nell’ordinanza del Presidente della Regione sia previsto l’obbligo vaccinale mirato per le battaglie.

La cosa è ben più che ridicola visto che per il primo maggio in piazza Chanoux è stato reso onore al covid con tanti balli ed suoni.

“Prevedere un protocollo da attività sportiva (tampone preventivo) alle Batailles de Reines è formalmente non corretto – ha scritto Roberto Bonin -  perché giustamente non siamo classificati come attività sportiva di interesse nazionale, altrimenti avremmo potuto svolgere attività anche in zona rossa”. Ma Roberto Bonin chiama poi in ballo l’Autonomia, l’autonomia dimenticata tant’è che spiega: “L’attività delle Bataille de Reines non può essere per ovvie ragioni disciplinata a livello romano”.

Lo sfogo è più che giustificato visto che il 26 aprile, tra la Giunta e gli organizzatori delle Batailles, è stato approvato un protocollo, testimoniato da una delibera della Giunta regionale, ma poi Lavevaz nella sua ordinanza ma previsto delle limitazioni non concordate con il protocollo.

La questione era già stata affrontata in Consiglio Valle dal Consigliere Augusto Rollandin (nella foto) che chiese alla Giunta “se e come è possibile nel rispetto delle regole conseguenti al contrasto del COVID-19, permettere lo svolgimento delle Batailles des reines”.

Lavevaz, tra l’altro, rispose a Rollandin dicendo: “Si sta lavorando a un protocollo di sicurezza, che disciplinerà, ad esempio, il numero di allevatori o accompagnatori per ogni bovina o altro animale, le modalità di identificazione e registrazione dei presenti, i controlli degli accessi. Questo protocollo, una volta validato dagli organi competenti, consentirà agli organizzatori di avere un quadro chiaro di riferimento per programmare e realizzare queste manifestazioni”. E il protocollo fu validato ma l’ordinanza prevede ben altre limitazioni rispetto al documento concordato.

Nella sua replica, il Consigliere Rollandin sostenne: “È evidente che, se si aspetta ancora, non solo non si potranno organizzare i combats di primavera, ma neppure quelli d'autunno. Eppure basta un documento ben elaborato per consentire lo svolgimento di queste manifestazioni così importanti”. Appunto un documento ben elaborato che è stato poi disatteso a tal punto da far imbestialire Roberto Bonin che ha sospeso i combats.

L’Ordinanza, infatti, prevede che i partecipanti siano muniti di un certificato medico   che attesti il completamento del ciclo di vaccinazione anti-SARS-CoV-2, oppure l’avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento  oppure  la  certificazione dell’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo a virus, effettuato entro le quarantotto ore precedenti.

“Di questa ipotesi, in mesi di  interlocuzione – sottolinea Bonin (nella foto) - non se ne è mai  parlato,  correttamente a  nostro avviso. Questo ulteriore  aggravio, non giustificato, non  tiene  per  nulla conto della  peculiarità  delle Bataillesde Reines, le cui modalità di svolgimento sono state disciplinate, alla luce della pandemia, proprio nel protocollo approvato dalla Giunta regionale: - svolgimento in luogo aperto, delimitato da reti appositamente acquistate, - interdizione al pubblico, - rilevazione della temperatura in entrata e tenuta di un registro dei presenti, - numero limitato di allevatori e di bovine partecipanti, - cartellonistica esplicativa anti-Covid19, - distanziamento e mascherine”.

Ma nella sua ordinanza Lavevaz ha aggiunto ben altre limitazioni anche se in piazza Chanoux si è cantato ballato e suonato senza mascherine, senza tamponi, senza reti, senza interdizioni, senza determinare il numero dei partecipanti…; come per i combats des reines.

red. pi.

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