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ATTUALITÀ ECONOMIA | 10 maggio 2021, 10:57

Turismo di montagna sempre più dimenticato dal governo centrale

Turismo di montagna sempre più dimenticato dal governo centrale

In montagna è ancora inverno: le seggiovie e gli impianti in genere sono chiusi, per decreto, fino al 31 luglio.

Ancora una volta il turismo sotto le montagne resta indietro. L’assurdo è che a Roma se ne sono semplicemente dimenticati, una situazione che va sbloccata e lo si può fare solo con un nuovo decreto legge. Continuiamo a vivere di speranza, e non se ne può più; ora la speranza è per il 18 maggio, quando è atteso un nuovo testo per le aperture e lo facciamo incrociando le dita, possiamo pensare di essere paragonati a quei parenti lontani di cui ci si dimentica sempree la situazione non può essere letta in modo diverso.

Ci si aspetta che per quella data si sblocchi la situazione assurda degli impianti a fune: tutti sono con il fiato sospeso, a monte degli impianti ci sono alberghi, ristoranti, bar, rifugi, piscine, sentieri per il cicloturismo; la comunità valdostana in questo momento può solo aggrapparsi al turismo estivo, ma non ci è permesso nemmeno di preparare le strutture e se la qualità dell’accoglienza è alla base di un turismo sempre più esigente, non possiamo improvvisare mentre i turisti sono già per strada.

La montagna continua ad essere sotto scacco dall’articolo 19 del 2 marzo che conferma l’impianto di restrizione per lo sci, quando potevano e possono accedere agli impianti solo atleti tesserati a sci club. Anche nell’incertezza, comunque, iniziative come la preparazione per il downhill devono essere portate avanti e concluse.

La paralisi della montagna è comunque così surreale che c’è chi, anche potendo, non aprirebbe, non avrebbe senso aprire per una ristorazione all’aperto con temperature non adatte: chi si avventurerebbe in alta montagna per un pranzo sotto il cielo? La ristorazione nei locali in quota è sempre stata l’occasione non solo di offrire i piaceri della tavola, ma anche di comunicare la cultura locale, gli usi, i costumi.

È frustrante vedere che gli interessi del Governo Draghi paiono diretti solo al turismo delle località marine: la montagna offre molto ma non interessa a nessuno.

moreno rossin

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