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Chez Nous | 08 maggio 2021, 13:00

Réunion all’Union

Réunion all’Union

Tutti contro tutti. Ognuno per sé e dio per tutti. E si potrebbe continuare a lungo per descrivere l’aria che tira nell’Union Valdôtaine, o quanto meno pare che si respiri in avenue des Maquisards. Ma le correnti d’aria stanno portando pollini freschi che potrebbero rinvigorire la savana del Leone rampante.

Sono numerosi coloro che dopo avere abbandonato il Mouvement stanno rientrando o, comunque, stanno riflettendo sul cosa fare alla luce del fatto che i punti di rifermento politico sono davvero liquidi e mutabili. Ed anche per questo che oggi cresce la voglia di Réunion all’Uv, soprattutto in vista del congresso unionista che per una strana coincidenza è convocato per 12 giugno, giorno in cui il Pd ha organizzato le primarie per il sindaco di Torino. Forse un segnale di allontanamento dal Pd valdostano pressoché fagocitato Progetto Civico che vede un congiungimento sempre più forte con il Movimento 5 Stelle, inesistente ad Aosta ma che pesa a Roma, ma che poco ha a che spartire con lo Statuto Speciale, l’Autonomia ed il Federalismo.

Un politico di lungo corso come François Stevenin mi ha detto: “L'U.V. doit s' interroger sur ce qui signifie être autonomiste et fédéraliste. l’ Union valdôtaine est née après la Libération des nazi-fascistes, après la Résistance. L'U.V. a des solides fondements dans la pensée d’Emile Chanoux, dans la Charte de Chivasso et sur le texte Fédéralisme et Autonomie”. Al congresso l’Uv deve chiedersi se è possibile aderire al Movimento senza avere scienza e coscienza di cosa significa essere autonomisti e federalisti, se è possibile essere unionisti senza conoscere la storia della Valle d’Aosta, senza conoscere lo Statuto della Petite Patrie e del Mouvement, senza condividere gli obiettivi a medio e lungo termine.

Di conseguenza deve anche decidere cosa fare con chi e chi devono essere gli alleati più validi per perseguire gli obiettivi del 13 settembre 1945. Ma quali sono gli obiettivi dell’Uv a medio e lungo termine? Sarà il congresso a definirli e Cristina Machet, per il momento unica candidata proposta per la presidenza, dovrà cercare di raggiungerli. Per il momento il presidente reggente uscente, Davide Follien, ha manifestato l’indisponibilità a proseguire nella guida del movimento. Motivi di lavoro e di famiglia gli impediscono di proseguire ma comunque lascia il timone della corazzata rossonera con il vento in poppa. Aumentano gli iscritti e la partecipazioni fisiche e a distanza alle assemblee sezionali.

Ha ragione François Stevenin quando osserva: “On ne peut pas adhérer à un Mouvement autonomiste et fédéraliste comme on adhère à n’importe quel parti politique. Un autonomiste et fédéraliste doit avant tout défendre les intérêts de la Communauté avant de se préoccupér de ses intérêts personnels. Il devrait être guidé par un idéal de liberté par des valeurs morales et par un esprit de solidarité. Il devrait s’engager et apporter sa contribution à la cause”.

Ma per fare tutto questo e mantenere le vele al vento l’Uv dove progettare un programma di formazione politica, la ricerca e di crescita culturale. Insomma, vista la generalizzata latitanza della politica, l’Uv deve guardare e insistere sur l’Europe des Peuples. Sono ancora tanti coloro che auspicano che la Valle d’Aosta entri a far parte di una macro regione con Piemonte e Liguria come da oltre vent’anno la Fondazione Agnelli auspica.

L’Uv torni ad essere l’ Union Valdôtaine del 13 settembre del 1945 quando la fondarono Flavien Arbaney, geometra; Aimé Berthet, insegnante; Louis Berton, dottore in legge; Robert Berton, insegnante; Amédée Berthod, pittore; Lino Binel, ingegnere; Joseph Bréan, canonico di Sant'Orso; Charles Bovard, canonico di Sant'Orso; Séverin Caveri, avvocato; Albert Deffeyes, insegnante; Paolo Alfonso Farinet, dottore in legge; Joseph Lamastra, veterinario; Félix Ollietti, notaio;Ernest Page, avvocato; Jean-Joconde Stévenin, canonico di Sant'Orso; Maria Ida Viglino, insegnante.

L’Uv torni ad essere l’ Union Valdôtaine e la smetta di osservare o peggio ancora essere protagonista dell’indecoroso spettacolo sulla Petite Patrie trattata come una poltrona di sottogoverno.

piero.minuzzo@gmail.com

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