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CULTURA | 30 aprile 2021, 17:00

MAGGIO NEL CALENDARIO 2021 DEI CARABINIERI

Da quasi un secolo il Calendario è una parte di noi, un simbolo dell’Arma al pari della Fiamma e degli Alamari. Scandisce i nostri anni, che scorrono veloci anche quando i giorni sono lunghi. Viviamo un periodo difficile, è noto a tutti

MAGGIO NEL CALENDARIO 2021 DEI CARABINIERI

L’Italia è lo scrigno di immense bellezze. Maggio con la sua primavera inoltrata faceva da cornice pregiata a quegli infiniti patrimoni creati nei ventotto secoli della sua storia, prede ambite da invasori e predoni. Ero al TPC da un po’, un’eccellenza e punto di riferimento nel mondo, a cui ero molto orgoglioso di appartenere, e mi piacevano le indagini complesse, quando fui messo alla prova dopo la scomparsa di un gioiello pittorico su tavola che rappresentava Sant’Ambrogio, meravigliosa opera di un artista medievale, Giusto de’ Menabuoi, contemporaneo di Dante Alighieri. La piccola tavola era conservata nella pinacoteca di Bologna, a due passi dal nostro Comando.

A quel punto assieme ai colleghi ci gettammo alla caccia. Le dimensioni di quel minuscolo capolavoro si prestavano bene alla ricettazione.

Mi applicai subito ad esaminare il video delle telecamere di sicurezza e l’osservai con la massima cura. Esiste una tipologia, come dire, lombrosiana, del ladro, o del furfante? Pare di no. Però osservando un giovanotto che gironzolava nei pressi di un altro museo e che somigliava come un gemello a uno del video mi insospettii. Il resto fu facile: pedinamento accurato, perquisizione della sua abitazione, piena di pezzi trafugati in altri musei. Non potevo non ricordare la bolgia dei fraudolenti:

«…E dentro da la lor fiamma si geme

l’agguato del caval che fe’ la porta

onde uscì de’ Romani il gentil seme.

Piangevisi entro l’arte per che, morta,

Deidamìa ancor si duol d’Achille,

e del Palladio pena vi si porta ».

È la fiamma duplice che contiene Ulisse e Diomede suo amico che rubarono la statua di Pallade Atena che proteggeva la città. Più oltre Dante crea nel suo poema il più grande monumento a Ulisse mai eretto. Ulisse che spinge la sua nave fino all’Oceano, quella nave che solo il pugno di Dio può inabissare.

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