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Confcommercio VdA | 17 aprile 2021, 09:38

Prime riaperture dal 26 aprile, ma solo in zona gialla

La cabina di regia ha dato il via libera al riavvio progressivo delle attività economiche nelle zone dove la situazione sanitaria è più sotto controllo. Si parte con gli esercizi di ristorazione (anche la sera all'aperto), stabilimenti balneari dal 15 maggio, palestre dal primo giugno. Fipe: “un primo passo, ma serviva più coraggio”.

Prime riaperture dal 26 aprile, ma solo in zona gialla

Tornano le zone gialle dal 26 aprile, dove i dati lo consentono, ma a riaprire saranno solo le attività all'aperto. Gli esercizi di ristorazione, quindi, potranno lavorare sia a pranzo che a cena, a patto di avere uno spazio esterno in quest'ultimo caso. Lo ha annunciato il premier Mario Draghi ("un rischio ragionato, un rischio fondato sui dati che sono in miglioramento. Va incontro alle aspettative dei cittadini e si fonda su una premessa: che i comportamenti siano osservati scrupolosamente, come mascherine e distanziamenti, nelle realtà riaperte. Se i comportamenti saranno osservati la probabilità che si debba tornare indietro è molto bassa") al termine della consueta riunione del venerdì della cabina di regia. Sempre a partire dalla stessa data ripartiranno teatri, cinema e  spettacoli, anche in questo caso all'aperto, mentre al chiuso gli spettacoli saranno  essere consentiti con i limiti di capienza fissati dai protocolli anti contagio. Ok anche agli sport all'aperto e agli spostamenti tra Regioni in zona gialla (per muoversi tra Regioni di diverso colore servirà un pass, che darà anche la possibilità di accedere a stadi, concerti e altri eventi), mentre gli stabilimenti balneari e le piscine all'aperto riapriranno il 15 maggio, seguiti il primo giugno dalle palestre e il primo luglio dalle attività di natura fieristica. Le scuole, infine, tornano tutte in presenza dal 26 aprile tranne nelle zone rosse.

Confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5: "rimane vigente, poi il governo monitorerà settimana per settimana l'andamento della curva. E resta vigente il modello per fasce, gialla arancione e rossa", ha detto il ministro della Salute,  Roberto Speranza.

Fipe: “un primo passo, ma serviva più coraggio”

"Avere una data per poter ripartire e poter lavorare la sera sono certamente segnali che vanno nella giusta direzione, ma ci aspettavamo maggiore coraggio". È il primo commento della Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, Fipe-Confcommercio, per la quale “si tratta solo di un primo punto di partenza, perché troppe imprese restano tagliate fuori dalla limitazione del servizio ai soli spazi esterni, subendo così una discriminazione. Per queste realtà il lockdown non finirà il 26 aprile. È fondamentale avere già nei prossimi giorni una road map molto precisa che indichi come e quando le riaperture potranno coinvolgere, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, anche tutti quei locali che hanno a disposizione solo spazi interni. Parallelamente sarà importante invitare i Comuni a fare tutto quanto in loro potere per favorire la concessione di suolo pubblico agli operatori sfavoriti da questa riapertura parziale". Fipe sottolinea infine che "sarà essenziale che tutti quanti, imprenditori e avventori, dimostrino il massimo senso di responsabilità, rispettando pedissequamente le norme di sicurezza sanitaria stabilite dal Comitato tecnico scientifico. Non possiamo permetterci passi falsi. L'obiettivo comune deve essere quello di tornare a lavorare, e dunque a vivere, a pieno ritmo".

Le proposte delle Regioni

Ieri, intanto, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome aveva approvato le linee guida da presentare al governo per la riapertura di alcune attività economiche, produttive e ricreative ovvero le regole da far rispettare a bar, ristoranti, palestre, teatri, cinema, piscine. "Abbiamo fissato e dato un parere positivo, quindi di
spinta, alle ripartenze e alle regole delle ripartenze",
ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.  Queste alcune delle misure contenute nelle linee guida, che ora andranno al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico e poi dell'Esecutivo: nei cinema e nei teatri due metri di distanziamento, un metro con la mascherina e la richiesta di un test negativo nelle 48 ore precedenti o di un documento che attesti la vaccinazione. Negli esercizi di ristorazione che prevedono posti a sedere non si consuma al banco dopo le 14. Per quanto riguarda le palestre, le indicazioni delle Regioni prevedono due metri di distanza sia tra chi fa attività fisica, sia dentro gli spogliatoi. e la richiesta di un test negativo nelle 48 ore precedenti o di un documento che attesti la vaccinazione. Niente sport a contatto fisico.

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