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Eccellenze Valdostane | 12 aprile 2021, 10:46

Il Cuvée Bois 2018 di Les Cretes miglior vino italiano in classifica comparata

Il Cuvée Bois 2018 di Les Cretes miglior vino italiano in classifica comparata

Non apriamo quotidiano o settimanale senza trovare una rubrica che parli di vino, un argomento diventato molto ambito sui panorami di diversi generi.

“Gentleman” ha raccolto i giudizi di sei guide dei vini italiani, le più autorevoli: Gambero Rosso, Vitae, Veronelli, Bibenda, Doctor Wine, Maroni, li ha equiparati e fatto la classifica dei migliori 50 vini d’Italia.

Nella classifica dei vini bianchi il primo e migliore vino bianco italiano è risultato il “Valle d’Aosta Cuvée Bois 2018” dell’Azienda Les Crêtes. Vino dal colore intenso, con  note olfattive che ci ricordano i fiori di acacia, poi fruttato con albicocche e pesche e la delicata speziatura da cui emerge il tabacco, la bocca è ricca e fresca con note minerali, finale lungo e avvolgente.

La famiglia Charrere produce vino ad Aymavilles, paese nella cintura di Aosta, da sei generazioni, vini artigianali ma rispettosi della tradizione. Alla fine degli anni ’80 Costantino Charrere decide di fare il salto di qualità, non senza sacrifici, da vita a Les Crêtes, continua la tradizione di famiglia coltivando vitigni autoctoni della regione, produce vini espressione di un territorio, usi e costumi caratterizzanti ma il sogno del “poeta del vino” come amiamo definire Costantino è quello di confrontarsi con i grandi produttori del mercato globale, con i grandi vini che solcano le tavole di tutto il mondo.

Proprio da un incontro con il Conte Gagnard de la Grange, nobile viticoltore di Puligny Montrachet, prende forma l’idea di piantare in Valle un clone particolare di Chardonnay, un vitigno che si adatterà splendidamente alla montagna producendo vini di particolare stile ed eleganza. Tra i due nasce una amicizia profonda, Il Conte Gagnard condividerà con Costantino uno stile di potatura antico, tradizionale, affinché poi il confronto con i grandi vini sia totale sarà necessaria la maturazione in barrique, la carezza dei tannini nobili che solo grandi legni possono dare, quelle note olfattive che ricordano spezie che arrivano da lontano. L’esperienza del Conte sarà importante nelle scelte delle piccole botti da 300 litri e delle tostature. Nasce il Cuvée Bois.

Piccole parcelle di vigna, curate attentamente dalla mano di chi sa quello che vuole, maturazioni ideali, portano in cantina una materia prima eccellente. Sarà poi la mano dell’enologo a farne un’eccellenza.  Maturazioni sur lies e i ripetuti bâtonnages sapranno dare a questo vino armonia e complessità.

Costantino non ha esitato a confrontarsi con i grandi chardonnay, lo ha fatto a modo suo, creando  un vino unico, un vino che rispetta in tutte le sue forme l’animo montanaro.

moreno rossin

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