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Eccellenze Valdostane | 07 aprile 2021, 10:12

Per ripartire nel 'dopo Covid' la Valle riscopra l'enoturismo

Per ripartire nel 'dopo Covid' la Valle riscopra l'enoturismo

L’emergenza sanitaria in corso, nonostante i numerosi riflessi negativi, può essere anche un momento utile per sviluppare una riflessione su nuove forme di turismo in Valle d'Aosta. L’enoturismo ad esempio, inteso nella più ampia accezione di esperienza in cui il vino si abbina alla conoscenza della cultura, degli usi, dei costumi e delle tradizioni  della nostra regione che vanta una buona vocazione vitivinicola, da sempre suscita interesse nei turisti.

Nel passato il turismo del vino è stato visto come una alternativa di nicchia, oggi è diventato una attrattiva per un ampio pubblico composto sia da esperti e professionisti che da semplici appassionati e curiosi. Nuove esperienze sono nate attorno al vino: non solo degustazioni ed eventi, ma visite guidate in cantina, esperienze di vendemmia turistica, strutture ricettive tematiche, trekking tra i vigneti.

Esperienze che sanno soddisfare una platea di turisti ampia e con esigenze differenti. La Valle d’Aosta vanta produzioni vitivinicole di assoluto pregio oltre che di un territorio difficile ma vocato. Nelle cantine i turisti potrebbero trovare maggiori servizi, la degustazione delle produzioni e l’acquisto degli stessi a prezzi interessanti sono le esperienze più ricercate, ma il desiderio di una offerta  più ricca è forte, come l’assaggio di piatti e prodotti della tradizione in abbinamento, degustazioni al tramonto, cenare nei vigneti.

Molto gradite potrebbero anche essere le vendemmie turistiche, i trattamenti di benessere e attività sportive, artistiche e di rilassamento psico-fisico, oltre alla possibilità di trovare attività dedicate ai bambini. Ciò denota un chiaro desiderio di vivere e sperimentare la cantina attraverso modalità nuove e più coinvolgenti. Sono sempre di più i turisti che desiderano vivere esperienze di turismo del vino. Le cantine dovrebbero segmentare la propria offerta e creare un posizionamento distintivo sul mercato.

Importante la degustazione, che andrebbe arricchita con i sapori e la cucina locale spostandosi in luoghi differenti da quelli della produzione. La cantina non è solo un momento gioviale, ma rappresenta un’occasione di arricchimento culturale. I turisti sono curiosi di conoscere la storia e gli aneddoti relativi all’azienda, e ai vini prodotti, parlare con le persone che vi lavorano, dal proprietario all’enologo. L’esperienza deve caratterizzarsi e arricchirsi attraverso racconti, incontri, conoscenze e condivisione di passioni, deve essere capace di stimolare curiosità e promuovere suggestioni.

I produttori possono essere dei narratori, ma vi è spazio per una molteplicità di idee. Si pensi, a tal proposito, all’applicazione di nuove tecnologie come la realtà virtuale, capaci di condurre il turista alla visita della cantina e dei vigneti mostrando l’intero ciclo produttivo e vegetativo della vite.

La proposta di vendemmie turistiche consente al turista di vivere una giornata da vignaiolo e scoprire come si produce il vino,  o saper proporre attività da svolgersi in luoghi di grande fascino come i vigneti; tour e laboratori didattici per famiglie e bambini, visite sensoriali in cui l’assaggio del vino si abbina alla scoperta di aromi e ad attività laboratoriali. Il turismo del vino è un trend attuale e importante, in questo mondo che cambia un treno da prendere con il suo imperdibile viaggio.

moreno rossin

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