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Chez Nous | 06 aprile 2021, 18:53

Abbandonati turlupinati frustrati

C’è da chiedersi perché i autogrill sono aperti mentre tutto il resto è tutto chiuso. la filosofia dei nostri politici è chiudere e vietare ma nulla fanno per aumentare i controlli e le multe i trasgressori. Anche nelle aree verdi

Abbandonati turlupinati frustrati

Nemmeno l’esperienza di essere sedotti. I valdostani si sentono abbandonati. Abbandonati e per certi aspetti turlupinati. Abbandonati, dimenticati, frustrazione e contrarietà sono i sentimenti che stanno angosciando i valdostani lavoratori autonomi ma anche i valdostani lavoratori dipendenti delle piccole aziende del terziario.

Commercianti, baristi, ristoratori, operatori turistici sono finiti nella geenna dell’incompetenza politica. È da un anno che le loro aziende sono in sofferenza. Tutti parlano di ristori ma i ristori, quando arrivano, giungono con il contagocce con lunghi percorsi burocratici e pacchi di documenti da presentare. I contributi a fondo perduto ricevuti tra il 2020 e il 2021 dai titolari di bar e ristoranti sono stati ritenuti poco o per nulla efficaci dall’89,2% degli imprenditori, con 8 titolari su 10 che si sono visti ristorare il 10% circa di quanto perso lo scorso anno.

Una bocciatura che deve essere presa in considerazione nel momento in cui si andranno a definire le modalità di erogazione dei sostegni che verranno distribuiti in seguito al prossimo scostamento di bilancio, annunciato in 20 miliardi di euro. Ma anche la Regione dovrebbe dire la sua. C’è da chiedersi perché i autogrill sono aperti mentre tutto il resto è tutto chiuso. Se c’è chi deve percorrere l’autostrada per lavoro ha tutti i diritti di ristorarsi, i medesimi diritti li hanno i lavoratori che giungo in Valle alla sera hanno la necessità di rifocillarsi. Ma così non è. Non lo è per l’incaponirsi di qualcuno che non vuole capire che di covid si può guarire, di crisi pandemica si muore e la prova è che circa 150 aziende valdostane sono state costrette a chiudere.

Non si capisce perché un ristorante non può servire al tavolo il pranzo e la cena nemmeno se riduce di un terzo i tavoli mentre si può andare al supermercato comperarsi birra e panini e farsi pranzo e cena con chi e quanti vuole. In diverse città sono state organizzate manifestazioni, alcune delle quali sono degenerate. Anche Aosta nei scorse settimane è stata teatro manifestazioni da parte di baristi e ristoratori. Ma i politici non si sono visti. Girano alla larga. Non vogliono esporsi. Non si può trattare così le imprese. Devono rimanere ancora chiuse al pubblico e possono soltanto praticare asporto e consegna a domicilio. In tanti hanno cercato organizzarsi in tal senso, ma resta fortissimo il senso di frustrazione e contrarietà per l’imposizione di fermare il lavoro aperto alla clientela. Bar e ristoranti chiusi: non si può trattare così le imprese.

I ristori annunciati dal governo centrale sono inadeguati, servono misure anche a livello regionale e locale in tempi strettissimi per color ai quali è stato tolto il reddito, a cui accompagnare sgravi di tributi e tasse locali. Ma i nostri imprenditori vorrebbero lavorare non essere assistiti e la loro dignità ferità è la sconfitta più grande: non di chi l’ha subita, ma di chi l’ha provocata. Ma chi l’ha provocata non ha patemi d’animo. Per loro il lucroso accredito in banca giunge puntuale. Un’altra batosta per i ristoranti. Proprio mentre sembrava che apparisse la luce in fondo al tunnel, tac, altra batosta.

E allora, scoppiano - anzi, riscoppiano - le polemiche dei ristoratori e di tutta la filiera L'incertezza dei politici ha messo in agonia bar e ristoranti e i locali non sopravvivono senza adeguati aiuti. I bar ed i ristoranti con il dovuto distanziamento dovrebbero fino al tempo utile per consentire ai clienti di rientrare nelle proprie abitazioni entro le ore 22.

Ma la filosofia dei nostri politici è chiudere e vietare ma nulla fanno per aumentare i controlli e le multe i trasgressori. Anche nelle aree verdi.

piero.minuzzo@gmail.com

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