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Salute in Valle d'Aosta | 02 aprile 2021, 10:00

E’ il sistema sanitario che non funziona nelle vaccinazioni anticovid

Grati ai medici dell’ospedale che si dedicano alla campagna vaccinale e se i centri specialistici sono in sofferenza è anche perché i medici di famiglia non vaccinano

E’ il sistema sanitario che non funziona nelle vaccinazioni anticovid

L’articolo di ieri dal titolo ‘Malati trascurati perché i medici ingaggiati dal covid’ ha aperto un ampio e acceso dibattito forse alimentato e fuorviato da qualche passaggio che lasciava spazio a interpretazioni soggettive.

Bene. O meglio, male. Ma speriamo che il dibattito serva.

Per capirci: alle tante domande poste all’Usl ne poniamo alcune altre e la capofila è questa: Perché non vengono impegnati anche i medici di base nelle vaccinazioni? Nei momenti di emergenza si deve fare squadra. Non è possibile che ci sia chi si ammazza per il lavoro è chi è alla finestra a guardare se la pandemia passa.

Eppure Ministero e regioni è da febbraio che discutono su come coinvolgere i medici di base nella campagna vaccinale ed è già stato firmato un protocollo per ingaggiare nelle vaccinazioni anche i medici di base. Tutti sono d’accordo sulla necessità di garantire la vaccinazione anti Covid a tutti i cittadini nel più breve tempo possibile. E sarà per questo che secondo una ricognizione della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale), il protocollo d’intesa nazionale ha trovato attuazione solo nelle Regioni che hanno attivato i necessari accordi territoriali. Alla data del 7 marzo erano solo 12 (Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta, Lazio, Puglia e Provincia autonoma di Trento) e non tutte avevano iniziato con le somministrazioni.

In Umbria i medici vaccinano gli over 80 a domicilio come in Lombardia, mentre in alcuni comuni della Basilicata sono partiti con le somministrazioni agli over 80. Nella provincia di Trento i medici sono partiti degli insegnanti come in Emilia Romagna. In Campania i medici di base stanno inviando le prenotazioni delle fiale Astrazeneca alle Asl per poter vaccinare i pazienti nei propri studi.

Ma non tutti i medici saranno vaccinatori, alcuni avranno il compito di registrare le adesioni dei pazienti sulla piattaforma. In Valle d’Aosta non si sa che fanno ma sono pochissimi i medici di base che effettuano le vaccinazioni.

E’ chiaro dunque che le vaccinazioni potrebbero viaggiare a maggiore velocità, ma tant’é. Il sistema sicuramente non funziona e a farne le spese sono i cittadini. Altro discorso riguarda l’organizzazione delle prenotazioni. Succede che marito e moglie di pari categoria vengano convocati in date diverse e questo per gli anziani diventa un problema non da poco. Eppure fascicoli sanitari, rapporti parentali e tanto altro sono a disposizione dell'Usl.

Per non parlare dei moduli da compilare a mano alla faccia dell’innovazione tecnologica. Che dire poi dei casi di anziani anziani e per giunta disabili che il cui appuntamento è stato fissato dopo telefonate e altro diversamente la convocazione sarebbe stata procrastinata nel tempo.

C'è chi credeva di essersi prenotato attraverso Health Vdae invece ad un successivo controllo dell’elenco di infovaccini non c’é alcun recapito. Chissà  quante persone sono tranquille, perché convinte che sia tutto a posto ed occorra  solo rimanere in attesa di sms di chiamata, mentre saranno saltati a piè pari, in favore dì chissà chi, perché i loro recapiti non sono stati trasferiti all’elenco di infovaccini per invio sms.

Gli anziani in coda e categorie di giovani vaccinati. Un lettore segnala che sul sito della Presidenza del Consiglio sono pubblicati i dati della suddivisione per categorie delle persone vaccinate. Il dato “altri” che si riferisce alla qualità delle persone vaccinate, la media italiana è intorno al 15% rispetto al  dato nazionale totale, mentre la VdA è al 22% del dato totale regionale. In sostanza ‘altri’ rileva la discrezionalità delle vaccinazioni. Come noi solo Calabria, Campania,Sicilia, Veneto e Bolzano.

Chi sono 'Altri' in Valle che sono percentualmente ben superiori alla media nazionale? L'Usl risponderà?

Ciò significa che c'è chi toglie il posto a chi è più a rischio.

red.pi.

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