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AMBIENTE | 23 marzo 2021, 14:40

Il Covid-19 costringe a disegnare un turismo diverso

Il Covid-19 costringe a disegnare un turismo diverso

La storia insegna, ogni qualvolta il mondo è stato stravolto da un evento catastrofico si è ripartiti da dove eravamo rimasti. Questa volta sembra diverso, siamo stati attaccati da un nemico che cammina con le nostre gambe, invisibile; viviamo nella speranza o paura di riuscire a sfuggire, usiamo tutte le difese che possiamo, mascherine, distanziamenti, le mani lavate ad ogni piè sospinto, passiamo la maggior parte del nostro tempo in casa.

Questo è un nemico che difficilmente riusciremo a sconfiggere del tutto, dovremo imparare a conviverci; non che sia una bella prospettiva ma siamo costretti a tirare in ballo quella parola che sta tanto andando di moda: resilienza; anche noi, come quegli elementi della Fisica per cui questa parola è stata inventata dovremo imparare ad adattarci.

Spesso ci siamo detti che stavamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità, l’apparire era più importante dell’essere e l’evoluzione delle nuove tecnologie, la comunicazione globale ha portato anche a spendere quello che non si aveva, legami indissolubili con le banche, finanziarie e purtroppo anche vie non troppo legali. Ripartiremo, sicuramente, ma il mondo non sarà più lo stesso, le aziende dovranno sapere guardarsi intorno, riprogrammarsi, ridefinire gli obiettivi.

Una cosa è certa: le nostre montagne, le bellezze naturali della nostra regione rimarranno. Continueremo a vivere di turismo, dovremo però sapere a chi indirizzarci. Prima della pandemia la comunicazione riguardava il mondo intero, arrivavano turisti da tutte le parti del pianeta, viaggiare era una delle priorità e più si andava lontani in vacanza più si poteva gongolare con gli amici. Prima di tornare a questo passerà molto tempo, le mète dovranno forse essere riviste; ci accorgeremo di vivere in un Paese meraviglioso e la Valle d’Aosta è una delle perle di questo Paese e non sentiremo la mancanza dei Tropici o delle catene montuose di altri mondi.

Le nostre strutture dedicate all’ospitalità stanno soffrendo e non saranno certo i ristori ad alleviare le loro sofferenze, come sempre, sapranno rimboccarsi le maniche e prepararsi, prepararsi al nuovo che verrà.

moreno rossin

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