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CRONACA | 23 marzo 2021, 11:00

Ampliamento ospedale Parini e area archeologica

I reperti archeologici ritrovati sotto il cantiere dell'ospedale “sono eccezionali, di importanza internazionale”. Così si è espressa la Soprintendenza beni culturali in audizione in Quinta Commissione, affermando altresì che l'ampliamento dell'ospedale e la valorizzazione del sito possono coesistere, a patto che non venga compromessa la fruibilità dei ritrovamenti archeologici

Ampliamento ospedale Parini e area archeologica

Il Comitato scientifico ha espresso chiaramente “la necessità di conservare in situ i reperti attraverso la realizzazione di un sito archeologico che venga inglobato all'interno della struttura ospedaliera”. D'altro canto la Soprintendenza chiede che il sito non inglobi scale e ascensori di accesso ai piani dell'ospedale: chiede uno spazio ampio e  libero da strutture verticali, come ad esempio pilastri. Ci sembra proprio un unicum valdostano questo progetto, come del resto altri che purtroppo ben conosciamo!

Allora ci chiediamo: dobbiamo proprio fare un blocco ospedaliero in un sito archeologico con tutti i problemi di progettazione, di integrazione, di intralcio, di costruzione, di viabilità e le limitazioni reciproche? Oltretutto senza aver fatto fare uno studio valutativo dei costi-benefici di ampliamento-ristrutturazione del vecchio Parini versus ospedale nuovo? Perché ostinarsi a fare un blocco nuovo, peraltro limitato dall'area archeologica, che non sarebbe  un ospedale unico visto che Dipartimento materno infantile, medicine, psichiatria ed altri servizi  andrebbero nella vecchia struttura del Parini da ristrutturare e mettere a norma per quanto possibile in una struttura di 80 anni?

Con il risultato finale di avere, comunque, due corpi di fabbrica distinti e separati, con costi doppi per molti servizi e criticità nei trasporti degli allettati da  un blocco all’altro. Perché sono già stati eseguiti dei lavori e spesi dei soldi! Suggerisce qualcuno. In realtà il parcheggio anche se si decidesse di costruire un ospedale fuori da Aosta,  sarà utile e funzionale alla città e gli scavi sono funzionali al sito archeologico, quindi nulla è stato speso in modo irreparabile, almeno per ora. È un problema di tempi? E’ innegabile che la costruzione di un nuovo Ospedale sia più agevole rispetto alla costruzione di una struttura in un sito archeologico ed i tempi per la progettazione e la realizzazione di un nuovo ospedale non superano gli 8 anni, sicuramente inferiori a quelli necessari alla realizzazione della ristrutturazione del Parini e del blocco ampliamento con annesso museo archeologico.

E i disagi per i pazienti ed abitanti della zona? Per inciso facciamo presente che l'area di 80.000 metri quadrati individuata a suo tempo per il nuovo ospedale è ancora libera ed utilizzabile. È un problema di costi? Il costo dei nuovi ospedali di circa 400 posti letto realizzati negli ultimi anni non supera i 150 milioni di euro, inferiori a quelli necessari per il nuovo blocco “ampliamento” e ristrutturazione del Parini.

E allora perché avere due blocchi, uno vecchio ed uno nuovo, separati da una strada, con costi di gestione maggiori e spreco di risorse umane e materiali? Perché non fare un parco archeologico serio ed attraente  ed un Ospedale unico periferico, nel verde, ecosostenibile, che rispetti normative e requisiti ambientali, architettonici, spaziali, con criteri di efficienza ed economicità con perlomeno gli stessi costi e gli stessi tempi? Allora ci chiediamo: che cosa c'è dietro che non sappiamo o non capiamo?                   

Paolo PIERINI Vicepresidente Comitato ValléeSanté

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