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Salute in Valle d'Aosta | 22 marzo 2021, 10:00

Per timore della quarantena poche vaccinazioni nelle scuole

Gli anziani pressoché dimenticati; meno del 40% degli over 80 vaccinati contro la media nazionale del 42,9% ed il 65,6% della Provincia di Bolzano

I vaccinati in Valle suddivisi per categorie

I vaccinati in Valle suddivisi per categorie

C’è chi, commentando l’ultimo Chez Nous dal titolo ‘Tamponati’, mi ha fatto notare che da novembre 2020 tutti i giorni l’ufficio stampa della Regione VdA comunica che l’età media delle persone guarite è 56 anni e l’età media dei decessi è 83,5 anni. Sembrano dati attendibili? Questa è trasparenza? Sarebbe stato più opportuno non indicarli, questi dati, e forse ancora di più non farsi un vanto che l’età media dei nostri morti é 83,5 anni e quindi molto alta nella nostra regione, quando non può razionalmente essere possibile  che ogni giorno i dati non subiscano variazioni.

C’è chi, inoltre, ha fatto notare, così come diffuso dall’assessorato all'Istruzione, che l'adesione ai tamponi nel mondo della scuola è stata di circa il 50%; molto bassa se si considera la possibilità di diffusione del virus. Pare infatti che il il personale sia restio al tamponamento per timore di risultare positivo e quindi di essere messo in quarantena con tutto quello che consegue.

Ciò che è altrettanto preoccupante sono i dati relativi ai vaccinati con più di 80 anni e gli immunizzati sempre over 80. I dati diffusi dal Corriere della Sera sono allarmanti anche alla luce del fatto che Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Ircss Galeazzi, ha ricordato che ‘proteggere i più anziani è indispensabile per ridurre i decessi’. Di più, c’è  il reiterato allarme dei geriatri: “Il pericolo non è solo l’elevatissima  mortalità, il vero rischio è la fragilità”.

Eppure la Valle d’Aosta va a rilento, molto a rilento, con un servizio sanitario che boccheggia per i troppi anni in cui è stato lasciato in balia dell’incertezza decisionale; in parte sopperita dallo spirito di bandiera dei sanitari e del personale che opera nel servizio sanitario valdostano. Una lunga instabilità iniziata nel 2013 quando Carla Stefania Riccardi lasciò la direzione generale dell’Usl. La situazione è poi precipitata dal giugno 2016 con l’immotivata defenestrazione dell’allora assessore alla Sanità, Antonio Fosson.

E’ stato uno dei pochi assessori competenti per materia e in quanto tale dava fastidio ai giochi politici. Dopo di lui continui cambi di assessori buoni per tutte le stagioni e per tutti gli incarichi, dalle finanze, alle opere pubbliche, dalla casa alla sanità, ci hanno portato a questa situazione. E poi il lungo commissariamento dell’Usl. Così è che l’avvio della pandemia è stato caratterizzato da improvvisazioni, ritardi, confusione. Solo i medici e gli operatori sanitari hanno limitato i gravissimi danni che abbiamo subito.

Eppure ‘quelli di allora’ sono tutti al loro posto. Nessuno ha pensato di voltare pagina come ha fatto Draghi. La politichetta è la politichetta. La sedia è la sedia.

Per tornare alle vaccinazioni tanti valdostani stanno aspettando la telefonata che non arriva. In altri comuni italiani sono organizzate navette per andare a prendere e riaccompagnare a casa gli anziani sottoposti a vaccinazione. In altri regione i vaccini agli anziani vengono inoculati a domicilio. Ad Aosta i nostri anziani devono recarsi al palaindoor, una struttura che non è servita da mezzi di trasporto pubblico. Le RSA sono lì a ricordare i tanti drammi. Gli anziani che si trovano all’interno di una RSA sono per lo più soggetti fragili e costituiscono una popolazione ad altissimo rischio inoltre, vivono in una condizione di comunità, nella quale un virus può avere una diffusione molto rapida.

Il JB Festaz sta promuovendo la prevenzione e la cura della fragilità mediante percorsi di attività fisica e stimolazione cognitiva anche a distanza finalizzate al mantenimento delle performances motorie e cognitive residue. Ma ci sono Rsa che ancora oggi non hanno creato la stanza degli abbracci. E così ci sono anziani che da mesi non vedono i loro cari. O li vedono virtualmente sui tablet ma senza una carrezza, senza un abbraccio.

Una vera vergogna.

In Valle d’Aosta sono state effettuate 18.442 vaccinazioni sulle 20.450 dosi ricevute con una percentuale del 90,2. Su questo fronte la Valle è la più efficiente, ma preoccupa il quintultimo posto con il 39,8% di over 80 vaccinati, tre punti in meno rispetto alla media nazionale ma a una distanza siderale dalle province di Bolzano (65,6) e Trento (58,5). Mentre gli over 80 che sono già immunizzati, avendo già effettuato le due vaccinazioni, sono il 21,1% contro una media nazionale del 14,7%, ma anche in questo caso siamo lontani da Bolzano (38%), Trento (33,3%) e Basilicata (30,5%).

pi.miz.

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