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Salute in Valle d'Aosta | 17 marzo 2021, 19:31

Sale inesorabile la curva dei contagi ma vaccinazione anziani limita aumento ricoveri

In Valle d'Aosta sono state somministrate 17.458 dosi di vaccino, per il 90,5% delle 19.280 dosi consegnate. La Valle è la prima regione per vaccinazioni con 4 punti percentuali in più rispetto alla Puglia. Ultima della classifica la Sardegna con il 65,2% delle somministrazioni rispetto alle dosi dispobibili

Sale inesorabile la curva dei contagi ma vaccinazione anziani limita aumento ricoveri

Da una settimana circa la media dei contagi Covid-19 in Valle si attesta sui 30 casi al giorno. Nelle ultime 24 ore ha toccato quota 49 su 458 tamponi (poco più del 10%) e anche se il numero di test è alto il dato preoccupa i vertici Usl, ma con una differenza sostanziale rispetto alle paure della prima ondata.

"Era da diversi mesi che il numero di contagi quotidiani non superara i dieci, massimo quindici casi al giorno - spiega Angelo Pescarmona, direttore generale della Usl VdA - e la media di 30 contagi giornalieri da sette, massimo dieci giorni a questa parte è sicuramente preoccupante. Però c'è un dato confortante: nell'arco dello stesso periodo di tempo la curva dei ricoveri si è mossa meno di quanto temessimo, passando da nove a 15 all'ospedale 'Parini'; la struttura ospedaliera e la rete sanitaria hanno tenuto il punto, mentre finora si era sempre notato che alla prima settimana di aumento contagi seguiva quella di incremento ricoveri e poi, ahimé, quella dell'aumento dei decessi. Ora abbiamo confortanti dati in controtendenza".

Pescarmona ha una spiegazione ben precisa per questa controtendenza: "La campagna vaccinale rivolta massimamente agli anziani, sia a domicilio, sia nelle Rsa sia nei centri vaccinali ha sicuramente contribuito a tenere basso il numero dei ricoveri; più anziani vaccinati vuol dire meno anziani contagiati e quindi meno necessità di ospedalizzazioni. I nuovi contagi riguardano al momento una popolazione più giovane, con  casi di sintomatologia ridotta o pressoché assente".

Domani saranno commemorate le ormai oltre 103 mila vittime del Covid con bandiere a mezz'asta negli edifici pubblici. Ed è stato scelto proprio il 18 marzo per la Giornata nazionale per ricordarle: il disegno di legge che la istituisce è stato approvato all'unanimità. Restano i numeri. Dei quasi 15,7 milioni di dosi previste entro il 31 marzo ne sono arrivati 9,3; ne mancano 6,4 milioni e di questi quasi 2,9 sono di AstraZeneca. Nei prossimi 15 giorni dovrebbero in ogni caso arrivare più di 3 milioni di vaccini a settimana, se tutto andrà come previsto. Se invece dovesse mancare AstraZeneca, le dosi fino a fine mese sarebbero solo 3,5 milioni. Da aprile a giugno l''Italia attende 52,4 milioni di dosi. A queste va aggiunta la percentuale dei 10 milioni in più che produrrà Pfizer, circa 1,3 milioni. per un totale di 53,7 milioni. La cui la gran parte (23,1) proprio dalla multinazionale Usa. Dosi sufficienti a vaccinare più di 30 milioni di persone entro la fine di giugno (7,3 milioni con Johnson&Johnson e 23,2 con gli altri). Se dovessero mancare le 10 milioni di dosi previste da Astrazeneca, il peggior scenario possibile, potranno essere vaccinati 18,2 milioni di italiani, più 7,3 con J&J, dunque oltre 25 milioni.

Finora sono state somministrate in Italia oltre 7,1 milioni di dosi, per un totale di quasi 2,2 milioni di persone vaccinate anche con il richiamo. Il 3,5 per cento della popolazione. L'obiettivo è arrivare all'80% entro fine settembre, tra poco più di sei mesi. E molte regioni a quel punto potrebbero seguire la via del Lazio che, dal 20 marzo, rilascerà un certificato vaccinale allegato al fascicolo sanitario elettronico.

pa.ga.

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