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SANITÀ, SALUTE E STARE BENE | 11 marzo 2021, 08:00

Campagna vaccinale: priorità per persone disabili

Il ministro per le disabilità, Erika Stefani, annuncia che nella campagna vaccinale “verranno aggiornate le raccomandazioni che stabiliscono le priorità nell'accesso ai vaccini, e saranno esplicitate, tra le categorie con accesso prioritario, quelle delle persone con disabilità grave riconosciute ai sensi dell'art. 3 comma 3 della Legge 104”

Campagna vaccinale: priorità per persone disabili

“La campagna di vaccinazione è la chiave per uscire da questa pandemia - dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza. - Abbiamo scelto di iniziare a proteggere il nostro personale sanitario, Rsa e anziani over 80, i più colpiti dalla malattia. La priorità va alle persone con disabilità grave e patologie critiche”.

Intanto sul fronte vaccini il presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, annuncia di aver negoziato l'acquisto di ulteriori 4 milioni di dosi di vaccino con le aziende produttrici (a partire da BioNTech-Pfizer), oltre a quanto già previsto nel programma di consegna relativo al primo trimestre 2021.

Per l'Italia questo equivale ad una quota aggiuntiva di 532mila dosi che “saranno consegnate nelle ultime due settimane di marzo e che aiuteranno ad affrontare l'emergere di nuovi contagi e varianti”. Il ministro dell'Interno Lamorgese allerta che bisogna “scongiurare che la criminalità organizzata allunghi le mani sulla catena di distribuzione dei vaccini”.

Inoltre l’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, si raccomanda che nel somministrare i vaccini anti-Covid occorre "cercare di ricavare il maggior numero possibile di dosi da ciascun flaconcino di vaccino, fatta salva la garanzia di iniettare a ciascun soggetto la dose corretta e la disponibilità di siringhe adeguate”.

"Resta inteso - prosegue l’Aifa - che eventuali residui provenienti da flaconcini diversi non potranno essere mescolati".

L’Agenas, l’agenzia dei servizi sanitari regionali, nel suo monitoraggio indica che in Italia l'occupazione dei posti letto nelle terapie intensive da parte di pazienti Covid torna a superare la soglia critica del 30%.

A livello nazionale, le terapie intensive occupate da persone positive al Sars-Cov-2 terapie intensive occupate da persone positive al Sars-Cov-2 arrivano ora a quota 31%, superando il livello oltre il quale risulta difficile poter assistere adeguatamente altri pazienti non Covid. Rispetto ai dati del primo marzo la crescita è stata forte (+6%): dal 25% al 31%.

Nel decimo Rapporto Bes dell'Istat si spiega che il Covid "ha annullato, completamente nel Nord e parzialmente nelle altre aree del Paese, i guadagni in anni di vita attesi maturati nel decennio. E’ un arretramento che richiederà parecchio tempo per essere pienamente recuperato".

Il Rapporto sul benessere equo e sostenibile rileva, inoltre, che nel 2010 la speranza di vita alla nascita era di 81,7 anni, nel 2019 di 83,2 e nel 2020 il dato è sceso a 82,3. Così si sono registrati "impatti particolarmente violenti su alcuni progressi raggiunti in dieci anni sulla salute, annullati in un solo anno".

red.

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