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Governo Valdostano | 04 marzo 2021, 18:55

Assessore Caveri, 'solo uno stolto negherebbe infiltrazioni della 'ndrangheta in Valle'

Luciano Caveri

Luciano Caveri

"Solo uno stolto" potrebbe dire oggi "che l'infiltrazione della 'ndrangheta in Valle d'Aosta non c'è stata". Lo ha detto l'assessore regionale all'Istruzione, Luciano Caveri, intervenuto durante la conferenza 'La corresponsabilità oggi: noi, voi, loro', organizzata alla Cittadella dei Giovani nell'ambito della 'Settimana della legalità Bassa Valle'.

Per Caveri il fatto che in Valle d'Aosta le persone abbiano cercato anche in passato contatti con Presidenti e assessori "fino a un certo punto non era un 'do ut des', era un rivolgersi alla politica nella sua funzione in servizio; se vittime di un'ingiustizia, se non erano in grado di capire qualche cosa, i cittadini volevano capire meglio. A un certo punto questo meccanismo si è fracassato per chi invece ha cercato il successo elettorale a dismisura, addirittura umiliando gli altri candidati, con cifre elettorali assolutamente straordinarie". Il nome di chi avrebbe ottenuto in passato tali 'cifre straordinarie' Caveri non lo fa ma il riferimento ad almeno un leader della politica valdostana è tale che balza alla mente di qualunque valdostano over 30.

"Questo è avvenuto - ha aggiunto Caveri - evidentemente con un patto luciferino, in parte forse disvelato da alcune delle inchieste. Per cui non si può negare quanto avvenuto e non solo per le ragioni processuali che emergeranno da qui alla fine dei processi, ma anche per un degrado morale di cui tutti siamo stati testimoni". Secondo l'assessore all'Istruzione "la grandissima maggioranza della comunità calabrese è fatta di persone oneste e corrette" ma "alcuni germi già presenti alla fine degli anni '60 sono emersi in tutta la loro gravità. Che cosa ha innescato una sorta di degrado morale rispetto al quale noi oggi dobbiamo, su questo, esprimere delle riflessioni?".

Contrariamente a quanto avvenuto in seguito, "quando è nata l'autonomia i leader politici non erano preoccupati dei successi elettorali. Il loro carisma, la loro capacità, la loro forza di trascinare il mondo autonomista derivava dalla loro autorevolezza e non dal peso dei voti".

La popolazione della Valle d’Aosta- ha ancora affermato Caveri – nel dopoguerra e ancora oggi, ha un senso del dovere e della legalità che bisogna trasmettere alle nuove generazioni”.

pa.ga.

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