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CRONACA | 03 marzo 2021, 21:05

Arriverà con l'Uovo di Pasqua la sentenza di Appello della Corte dei conti sui 140 milioni erogati dalla Regione al Casino

Sullo sfondo i giudici contabili durante l'udienza di Appello sui fondi al Casino

Sullo sfondo i giudici contabili durante l'udienza di Appello sui fondi al Casino

Sei mesi, poco di meno o poco di più: questo il tempo che si sono presi i giudici contabili della Terza sezione centrale d'Appello della Corte dei conti a Roma per emettere la loro sentenza nel processo contabile di secondo grado sui 140 milioni di euro di fondi regionali erogati alla Casinò de la Vallée spa tra il 2012 e il 2015. 

Mercoledì 14 ottobre 2020, in un'aula semideserta a causa delle norme di contenimento del Covid-19 il dibattimento era terminato dopo quattro ore e mezza di discussione. In molti vi era la certezza che entro dicembre la sentenza sarebbe stata pubblicata, ma ora si viene a sapere che in questi mesi i giudici hanno lavorato di cesello, analizzando singolarmente le tante e diverse posizioni dei convenuti, calcolando al centesimo le cifre del dare e dell'avere, rideterminando le eventuali responsabilità. Tra un mese o poco più, ovvero pochi giorni prima o dopo Pasqua, si conoscerà l'esito dell'Appello.

A giudizio per aver, secondo l'accusa, erogato indebitamente i finanziamenti, ci sono 21 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali oltre a un dirigente della Regione. In primo grado, per 'colpa grave' 18 politici erano stati condannati nel 2019 a un risarcimento complessivo di 30 milioni di euro (il 50 per cento della ricapitalizzazione da 60 milioni votata dall'assemblea). I giudici avevano invece escluso gli 80 milioni di finanziamenti decisi dalla giunta ritenendo che mancasse la prova che la società non fosse in grado di restituirli. Nell'udienza di ottobre, però, la procura generale contabile ha insistito non solo sulla colpa bensì sul 'dolo' nei confronti dei convenuti e ha portato in aula il documento con cui il tribunale di Aosta, nell'ambito della procedura di concordato preventivo, ha ipotizzato un danno erariale per un credito 'postergato' (ovvero registrato nel con valuta posteriore a quella relativa alla data in cui l’operazione è stata effettuata) di 48 milioni.

Una somma per la procura "non pagabile in sede di procedura concordataria" dalla Casinò (tramite Finaosta) alla Regione, e di cui il Consiglio Valle, con un ddl nel luglio 2018, aveva disposto il trasferimento nel patrimonio della Casa da gioco sotto forma di uno strumento finanziario partecipativo (Sfp).

Per i magistrati però provare il dolo non è cosa semplice: il comma 1 dell'articolo 21 del Decreto Semplificazioni del Governo Conte impone che il dolo sia provato con massima certezza e senza ombra di dubbio alcuno. "Abbiamo tutti esposto le nostre ragioni, ora attendiamo con serenità la sentenza" aveva commentato al termine dell'udienza autunnale l'avvocato aostano Jacques Fosson.

Citati lo scorso ottobre in Appello, in primo grado erano stati invece assolti il senatore Albert Lanièce, gli ex consiglieri regionali Ennio Pastoret, Raimondo Donzel e il dirigente regionale Peter Bieler.

Tra i condannati in primo grado figurano invece l'ex presidente della Giunta e oggi consigliere regionale Uv, Renzo Testolin, l'ex presidente del Consiglio Valle, Emily Rini; il consigliere regionale Uv ed ex assessore Aurelio Marguerettaz, gli ex presidenti della Giunta Antonio Fosson, Pierluigi Marquis (tutti a 807 mila euro) e Augusto Rollandin (4,5 milioni di euro), nonchè gli ex assessori alle Finanze Ego Perron e Mauro Baccega (attuale consigliere regionale di Pour l'Autonomie). Compaiono inoltre il consigliere regionale Claudio Restano, gli ex consiglieri regionali Joel Farcoz, Luca Bianchi, Stefano Borrello, David Follien, Giuseppe Isabellon, André Lanièce, Marilena Peaquin, Leonardo La Torre e Marco Vierin.

pa.ga.

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