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ECONOMIA | 25 febbraio 2021, 11:44

Tutela del marchio valdostano è tutela del territorio

Tutela del marchio valdostano è tutela del territorio

Nella prima giornata di Consiglio Valle, ieri, si è parlato di tutela della carne valdostana. L’argomento è di estrema attualità e l’interesse di tutela potrebbe essere esteso a tutti i prodotti accertati dalla denominazione di origine protetta meglio conosciuta con l’acronimo Dop come la fontina, il fromadzo, lo jambon de Bosses e il lardo di Arnad, denominazione unica in Italia, dovrebbero essere tenuti in considerazioni anche i prodotti tipici come la motzetta o il miele.

Lo scrigno che racchiude i prodotti gastronomici della nostra terra è una vera e propria chicca, una eccellenza che il mondo intero ci riconosce e proprio per questo motivo i tentativi di imitazione non si contano ed è nostro dovere difenderli.

Le leggi nazionali o le regolamentazioni europee non proteggono le aziende della nostra regione che si trovano a competere con prodotti provenienti da altri paesi, spesso extraeuropei, prodotti con regole assai meno restrittive di quelle italiane, nessuna di queste leggi poi ne garantisce la qualità e il consumatore si trova a fare delle scelte su etichette spesso male esposte o addirittura nascoste.

E’ fondamentale non solo normalizzare a livello regionale i nostri prodotti ma questi devono essere comunicati al consumatore in modo chiaro, chi li acquista non solo deve conoscerne la provenienza, accertazione di produzione ma dovrebbe anche sapere chi ha messo il prodotto sul mercato.

Il fatto di mettere la faccia sulla produzione di un prodotto potrebbe essere una garanzia di qualità, migliore sarà il prodotto, più facile sarà la vendita e la corsa non sarà più impari ma sarà di concorrenza e il risultato non potrà che essere l’asticella della qualità che si alza.

Anche se di nicchia i prodotti valdostani, di qualità, ma generalizzati, fontina, carne valdostana, sono accertamento di una zona di produzione, più ristretta, ma sempre diorigine geografica, poter acquistare il prodotto di Tizio o di Caio metterebbe il consumatore nella posizione di poter scegliere e la corsa sarebbe alla qualità, unico elemento per vincere la corsa del mercato. Esempio di questo concetto sono i vini valdostani.

I nostri produttori non si sono limitati a banalizzare una produzione regionale e metterla sul mercato con l’etichetta di 'vino valdostano', ognuno di loro ha messo sulla sua produzione una etichetta, ci mette la sua faccia, a vincere o perdere sono le sue tasche, sicuramente la qualità ne esce vincitrice e questo prodotto che, nemmeno troppi anni fa, non godeva certo di grande considerazione sul mercato, oggi, dopo pochi anni di competizione interna, è diventato una rara eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, un prodotto ambito da tutte le tavole. I prodotti della nostra terra vanno tutelati, questo non significa elargire contributi, ma formare figure professionali nei vari ambiti che possano tutelare posizioni di vertice in un mercato che come il gusto è in continua evoluzione.

m.r.

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