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ECONOMIA | 17 febbraio 2021, 11:13

Tempi lunghi ma 'obbligati' per il Piano di concordato della Casa da gioco

Tempi lunghi ma 'obbligati' per il Piano di concordato della Casa da gioco

La Casa da gioco di Saint-Vincent sta vivendo da troppo tempo un periodo di molteplici difficoltà. Le attenzioni di Aostacronca si concentrano al difficile momento che non solo l'economia locale ma il mondo intero sta vivendo: il lavoro e l’economia della famiglia toccano tutti da vicino e una delle maggiori fonti di economia per la nostra regione è sempre stato il Casinò de la Vallée, non solo importante per il gran numero di famiglie che traevano sussistenza dagli introiti che l’azienda generava ma per l’intera comunità locale.

Le difficoltà che l’azienda Casinò ha dovuto affrontare negli ultimi tempi sono a conoscenza di tutti e la situazione Covid con le regole da rispettare, distanziamento, mascherine, igienizzazione di locali e oggetti, chiusura tra regioni, non ha fatto altro che aggravare disperatamente la situazione.

L’azienda ha bisogno di tempo per concordare un piano di rientro del debito per soddisfare il funzionamento del Casinò e il soddisfacimento dei creditori. Il Concordato preventivo presentato in Tribunale lo scorso autunno ne prevedeva la realizzazione entro il 2023, ma la programmazione si basava su introiti di normalità nel 2021, è facilmente comprensibile immaginare come nei tempi previsti non sia possibile onorare gli impegni presi.

Il 9 marzo prossimo in Tribunale i creditori dovranno esprimersi per il completamento del piano industriale di prosecuzione dell'attività, con durata sino al 2023, che prevede un risarcimento integrale per i privilegiati e un soddisfacimento pari ad almeno l’80% per i chirografi, in quella occasione tutti dovranno tenere ben presente che il Concordato era prevalentemente basato sui flussi di cassa fin dal 2021, con regioni aperte e l’intera popolazione vaccinata, rispettare la data del 2023 per la chiusura del Concordato per l’azienda sarà “penalizzante” come lo ha definito il Commissario giudiziale Pagliero.

Luca Poma, commercialista attestatore del Piano, segnala che nella possibile alternativa di un piano fallimentare le parti creditrici dovrebbero essere soddisfatte con cifre irrisorie in tempi incerti e sicuramente non brevi.

m.r.

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