/ Le Messager Campagnard

Le Messager Campagnard | 16 febbraio 2021, 08:02

Stop allo sci, l’addio alla stagione porta gravi ripercussioni anche sul mondo agricolo

Alessio Nicoletta e Elio Gasco

Alessio Nicoletta e Elio Gasco

La definitiva chiusura degli impianti anche nell’ultima parte della stagione è destinata ad avere ripercussioni fortemente negative non solo per le società che gestiscono gli impianti di risalita, ma sull’intera economia valdostana che ruota intorno al turismo invernale. Lo afferma Coldiretti Valle d’Aosta in riferimento al nuovo rinvio della riapertura allo sci in zone gialle, deciso dal Ministro della Salute dopo il nuovo pronunciamento del Comitato tecnico scientifico.

Ad aspettare la riapertura dei comprensori sciistici erano anche decine di aziende agricole alle prese con il grave problema dei beni e dei prodotti invenduti a causa del lockdown e dell’assenza di turisti in Valle d’Aosta.

E’ una batosta non da poco che si va ad aggiungere agli effetti non solo sulle piste ma anche sull’intero indotto delle vacanze in montagna, dall’alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi che, dallo stop al turismo sulla neve, hanno subito cali di fatturato anche del 90%” commentano Alessio Nicoletta Presidente e Elio Gasco, Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

Proprio dal turismo invernale – continuano - dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento”.

“Con le presenze praticamente azzerate nel momento più importante della stagione, si guardava con speranza all’ultimo scorcio, seppur con il pesante limite allo spostamento tra regioni ma le aspettative sono andate all’ultimo momento deluse” concludono Nicoletta e Gasco.

red. pi.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore