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Confcommercio VdA | 16 febbraio 2021, 10:01

Bene l’apertura serale per i ristoranti convenzionati con gli alberghi

Dominidiato ‘Ringraziamo il Presidente Lavevaz per aver accolto la nostra proposta, ma siamo preoccupati per la proroga della chiusura degli impianti di risalita'

Bene l’apertura serale per i ristoranti convenzionati con gli alberghi

Fipe-Confcommercio VdA è soddisfatta per l’ordinanza del Presidente della Regione, Erik Lavevaz, che autorizza i ristoranti convenzionati con gli alberghi di aprire per il servizio ai tavoli. Un’ordinanza, quella di Lavevaz, che finalmente ristabilisce equità fra settore alberghiero e ristorazione, dopo l’azione di Fipe/Confcommercio tesa a mettere un freno all’aggravarsi della già drammatica situazione vissuta dal comparto ristorazione e pubblici esercizi.

Di  più, la richiesta di Fipe-Confcommercio era diretta anche, a tutta l’attività lavorativa. Infatti chi doveva raggiungere Aosta per ragioni professionali e di lavoro e alloggiava in una struttura ricettiva della città era costretto a consumare la cena in camera perché  nessun albergo  assicurava il servizio ristorazione per l’alto costo di gestione, contrariamente a quanto avveniva nel resto della regione.

Più in generale, però, la richiesta di Fipe-Confcommercio proponeva che gli esercizi alberghieri, privi del servizio ristorazione ai clienti, potessero stipulare convenzioni con i ristoranti i quali a loro volta potevano garantire la ristorazione fino alle ore 22 ma limitatamente ai clienti in convenzione alberghiera. Cosa che ora è possibile con l’ordinanza Lavevaz.

Nella lettera inviata al Presidente Lavevaz, Fipe-Confcommercio VdA ricordava, infatti che continuano a essere consentite (senza limiti di orario) le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, purché sia garantito il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro e delle altre misure di prevenzione stabilite nei protocolli e nelle linee guida vigenti.  Ieri la decisione di Lavevaz di aderire alla proposta di Fipe-Confcommercio.

“Ciò dimostra – aggiunge Dominidiato – che se ci sediamo attorno ad un tavolo, senza prevenzioni ideologiche, si possono trovare soluzioni ai problemi per il bene della comunità e dell’economia valdostane”. Fipe-Confcommercio VdA è allarmata, però, per i bar e ristoranti posti lungo le piste da sci e alle stazioni degli impianti di risalita. Si tratta, infatti, di un comparto che vale oltre 300 aziende iscritte all’associazione presieduta da Graziano Dominidiato e che occupano oltre 2000 addetti stagionali.

Infatti, domenica, il giorno prima della riapertura degli impianti, il governo ha bloccato la ripresa delle attività sciistiche, preoccupato dalla variante inglese del covid. Infatti, la decisione dell’ulteriore blocco delle riaperture degli impianti sciistici gli imprenditori che si erano attrezzati per la ripartenza dovranno buttare centinaia e centinaia di euro di merce appena comprata. “E’ necessario – sottolinea Graziano Dominidiato – rispettare il lavoro di tutti”.

E’ infatti assurdo che a 12 ore dall’apertura attesa da mesi, si blocchi nuovamente il turismo della montagna. I danni sono drammatici, le aziende del settore si erano preparate alla riapertura, attesa da mesi e annunciata da diverse settimane, con acquisti e l’assunzione del personale. La marcia indietro dell’ultimo minuto con il blocco degli impianti prorogato al 5 marzo, nella pratica chiude con un nulla di fatto la stagione invernale 2020/21 che non ha mai potuto iniziare. 

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