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CULTURA | 31 gennaio 2021, 17:00

FEBBRAIO NEL CALENDARIO 2021 DEI CARABINIERI

Da quasi un secolo il Calendario è una parte di noi, un simbolo dell’Arma al pari della Fiamma e degli Alamari. Scandisce i nostri anni, che scorrono veloci anche quando i giorni sono lunghi. Viviamo un periodo difficile, è noto a tutti

FEBBRAIO NEL CALENDARIO 2021 DEI CARABINIERI

La neve di gennaio dell’altopiano del lontano 1918 ricordava sempre il nonno Vincenzo.

Ma ti sembra? In quella guerra aveva visto alla fine “la meglio gioventù” d’Italia lasciare sul campo 600.000 caduti e dovette assistere subito dopo a un’influenza, la spagnola, che sterminò 50.000.000 di persone in tutto il mondo. E non è finita. Uno pensa che nell’epoca della tecnologia, della chimica avanzata, della microbiologia non dobbiamo trovarci con una specie di super influenza che ammazza centinaia di migliaia di persone. A peste, fame et bello, libera nos domine dicevano le rogazioni. Di guerra e di fame ne abbiamo avute in quantità: ci mancava anche la peste! Il nostro sistema sanitario è fra i migliori del mondo ma chi si aspettava una malattia così tremenda? E se fosse scoppiato il panico? Come far fronte alla necessità di farmaci, respiratori, bombole da ossigeno e anche solo mascherine a migliaia, milioni. Ma quando ci si deve battere contro un nemico subdolo, sfuggente e micidiale che si fa? Si mobilitano i medici, gli infermieri, gli autisti con le loro ambulanze. E se non basta? I Carabinieri! Siamo abituati noi a inondazioni, terremoti, valanghe, ma anche a combattere contro un nemico invisibile.
Quando si è fatto di tutto, che si fa? Si ricorre ai simboli. Mi chiamo Alighieri, Donato Alighieri, e il poema lo so tutto a memoria perché le parole del nostro poeta sono per me ispirazione di coraggio, di inventiva, di generosità:

Facesti come quei che va di notte,

che porta il lume dietro e sé non giova,

ma dopo sé fa le persone dotte

Mi vengono i brividi: anche noi eravamo nella notte più scura, ma cercavamo di illuminare il cammino altrui. Quanti anziani vedevamo spegnersi senza la parola di un figlio, un nipote, una sposa. La solitudine più nera li circondava. Noi tenevamo alta la fiamma sul berretto perché si vedesse che qualcuno faceva luce, affinché chi si era perso potesse ritrovare il sentiero.

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