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Governo Valdostano | 21 gennaio 2021, 10:23

In dirittura d'arrivo legge regionale Consorterie

Si è tenuto in Regione un incontro per fare il punto sull’avanzamento del lavoro per la nuova legge regionale sulle consorterie valdostane. Un progetto che, se da un lato rappresenta un passaggio obbligato per recepire i principi introdotti dalla legge nazionale 168/2017, dall’altro è una grande opportunità per rivalutare il ruolo delle consorterie in Valle d’Aosta

Consorteria Alpe Nomenon nel Comune di Aymavilles

Consorteria Alpe Nomenon nel Comune di Aymavilles

All’incontro, convocato dall’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali, Davide Sapinet, e dall’Assessore alle Finanze, Innovazione, Opere pubbliche e Territorio, Carlo Marzi, hanno partecipato i rappresentanti dell’Associazione Autonomies Biens Communs Vallée d’Aoste e dell’Associazione Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d'Aoste, tra i quali il prof. Roberto Louvin, che ha supportato il gruppo di lavoro che ha predisposto il progetto di legge regionale.

L'ass. Davide Sapinet

Nel corso della riunione è stato quindi preso in esame il percorso partecipato che ha portato alla stesura della bozza definitiva della proposta di legge, avviato su impulso dell’associazione Autonomies Biens Communs Vallée d’Aoste e che ha coinvolto la Regione, il Celva, gli ordini professionali e il Comitato spontaneo nato quale portavoce delle criticità e dei fabbisogni espressi dalle consorterie del territorio. Tali istanze sono tra l’altro state presentate ai cittadini in occasione di dieci serate organizzate in tutta la regione.

Proprio sulla scia del lavoro fatto, i componenti del Comitato spontaneo hanno dato vita, lo scorso dicembre, all’Associazione Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d'Aoste, il cui impegno proseguirà nei prossimi mesi per accompagnare l’avvio dell’iter legislativo e, conseguentemente, per definire gli aspetti operativi finalizzati al riconoscimento e alla tutela delle consorterie valdostane.

Come sottolineato nel corso dell’incontro dagli Assessori Sapinet e Marzi, l’intenzione è ora di avviare l’iter per l’approvazione della legge in Consiglio regionale.

A questo proposito, Sapinet e Marzi hanno assicurato il loro impegno affinché le proprietà collettive e i diritti di uso civico siano riconosciuti e valorizzati come strumenti fondamentali per la tutela del territorio e dell'ambiente e affinché la Valle d’Aosta si doti al più presto di una norma in grado di ridare dignità e vitalità alle consorterie e a tutte le forme di domini collettivi. Nell’attuale periodo di crisi economica e sociale dovuto all’epidemia sanitaria, la riscoperta della dimensione dei beni comuni, che ha caratterizzato la storia della comunità valdostana, può rappresentare inoltre una prospettiva per la ripartenza.

Non esiste una definizione normativa dei "domini collettivi" ma con tale termine si intende, generalmente, indicare una situazione giuridica in cui una determinata estensione di terreno (di proprietà sia pubblica che privata) è oggetto di godimento da parte di una collettività determinata, abitualmente per uso agrosilvopastorale.

La Valle d’Aosta vive da secoli, nel suo peculiare rapporto con l’ambiente montano, una speciale condizione di proprietà comunitaria e ha sviluppato nel tempo forme particolari di proprietà collettiva e di solidarietà sociale. I nostri beni comuni comprendono tanto beni naturali (acqua, terre e boschi) quanto immateriali (come la diversità delle forme della natura, i saperi e le tradizioni popolari), ma anche attività produttive, di mutualismo e credito, istruzione e assistenza in forme associative comunitarie con istituzioni spontanee (rûs, scuole di villaggio, laiteries sociales, forni, mulini ...) e molteplici forme di lavoro collettivo (corvées).

I soggetti titolari di tali beni sono dotati di piena capacità di autonormazione e di gestione del patrimonio naturale, economico e culturale, che fa capo alla base territoriale della loro proprietà collettiva.

red. pi.

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