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ECONOMIA | 20 gennaio 2021, 12:00

I consumi di dicembre vanno giù. E la ripresa si allontana

I consumi di dicembre scendono di oltre l’11%. E per il 2021 appena iniziato potrebbe esserci una falsa partenza senza alcun rimbalzo dell’economia

I consumi di dicembre vanno giù. E la ripresa si allontana

I consumi di dicembre sono scesi un po’ meno rispetto al mese di novembre ma confermano una generale situazione di crisi per tutti i servizi. Tengono solo le spese per l’alimentazione, per le comunicazioni. Tengono un po’ i giocattoli. Insomma, reggono solo i settori nei quali c’è stata da parte delle famiglie una qualche ricerca di “normalità” durante le feste di Natale.

L’Indicatore dei consumi (ICC) di  Confcommercio indica che a dicembre i consumi sono scesi dell’11,1% su base annua. A gennaio l’Ufficio studi Confcommercio prevede un calo del 10,8% del Pil e prezzi in leggera ripresa nel primo mese dell’anno. La discesa dei consumi di dicembre è sintesi di un leggero calo dei beni (-0,6%) mentre per molti servizi di mercato, anche per dell’inasprimento delle misure nel periodo delle festività natalizie, la caduta ha ampiamente superato il 50%. Meno 91% per i servizi ricreativi, meno 67,5% per gli alberghi e meno 62% per bar e ristoranti: questi i settori nei quali si fa sentire di più la crisi dei consumi.

"Il calo dell’11,1% – spiega Confcommercio – è la sintesi di riduzioni del 41,3% per i servizi, i più colpiti dalle misure restrittive, e dello 0,6% per i beni. Nel complesso del 2020 l’indicatore segnala un calo del 14,7%, con una riduzione del 30,3% per i servizi e del 7,9% per i beni. Fanno eccezione a questo andamento solo le spese per l’alimentazione domestica (+2,1%) e per le comunicazioni (+8,7%). Il calo maggiore nei consumi c’è stato per i servizi legati alla mobilità e alla fruizione del tempo libero, sui quali pesano le diverse misure restrittive adottate in chiave anti-covid". Si salvano un po’ i beni perché le famiglie hanno cercato di conservare "un’apparenza di normalità durante le festività di fine anno".

Questo però non incide più di tanto su alcuni settori come abbigliamento e calzature, che fanno registrare un calo del 12,1%. Per molti settori, spiega Confcommercio, c’è stato un tracollo della domanda: servizi ricreativi, abbigliamento, calzature, arredamento.

Visto il peggioramento della situazione sanitaria e il prolungamento delle misure di contrasto alla pandemia, non è detto che il 2021 porti l’atteso “rimbalzo” dell’economia italiana deludendo così le aspettative di un concreto recupero di ampia parte delle perdite di prodotto e di consumi patite nel 2020. Spiega Confcommercio che "pure immaginando una ripresa nella tarda primavera, assumendo vasta efficacia delle attuali campagne vaccinali in Italia e nei paesi partener commerciali, di fatto le restrizioni all’attività produttiva si protrarranno ancora a lungo. L’esercizio di realismo cui si è obbligati porta a non escludere un mancato rimbalzo dell’economia italiana nel 2021, deludendo le aspettative di un concreto recupero di ampia parte delle perdite di prodotto e di consumi patite nel 2020".

I dati sui consumi di dicembre sono accolti in modo allarmante da parte delle associazioni dei consumatori.  Dai segnali che stanno emergendo un terzo delle famiglie italiane prevede di ridurre i consumi nel corso dell’anno in quanto la loro situazione economica/sociale è  fortemente negativa.

Bruno Albertinelli

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