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Il rosso e il nero | 16 gennaio 2021, 10:30

VITE DI COPPIA: LE MOLTEPLICI SFUMATURE DELL'AMORE

L'amore, certo, non è più quello di prima, ma assume altre sfumature, altre dimensioni. Si fa leva sulla solidarietà e sull'affetto affinchè un'esperienza di vita possa continuare, nel bene e nel male, fino alla fine

VITE DI COPPIA: LE MOLTEPLICI SFUMATURE DELL'AMORE

"Il segreto del matrimonio è la pazienza". E' quanto sostengono molti coniugi quando tracciano il bilancio di una lunga vita attraversata insieme, "innamorati persi". Secondo lo scrittore e filosofo Alain de Botton, invece, l'amore romantico è una trappola che si sviluppa tra due estremi la meraviglia iniziale e il disastro finale, mentre il rischio della fedeltà è la noia.

Non condivido del tutto questa visione pessimistica dell'autore de "Il corso dell'amore", mentre sono d'accordo con lui quando dice che "si racconta troppo l'inizio e la fine, tralasciando tutto il resto, senza esplorare la vita di mezzo, tra le giornate di sole e il tutto grigio".

Sì, è vero. Si parla e si scrive del prima e del dopo, ma  si ha una sorta di pudore a parlare del durante. Nuove leggi sulle unioni civili indicano la strada da seguire per chi vuole sperimentare altri e diversi amori. Anche il dopo è ben regolamentato con norme divorzili che hanno introdotto persino il divorzio "breve", per non avere ripensamenti di sorta .

Ora si parla anche da noi, secondo una moda statunitense, di "love contracts", gli accordi prematrimoniali in cui si stabilisce a chi va, se un amore finisce, l'appartamento, l'auto, il cane e la racchetta di tennis. Ma poco spazio riflessivo è dedicato a quanto accade durante la vita di coppia. Sono, questi, periodi fisiologicamente prevedibili ma difficili da gestire.

Accade quando, col passare del tempo, vengono messi in discussione comportamenti che si ritenevano ineludibili. Accade quando sopravvengono incomunicabilità e silenzi fragorosi, quando anche il sesso diventa quasi uno straniero (un filosofo coreano parla a proposito di "Eros in agonia"), una sorta di recessione sessuale. A quel punto non soccorrono interventi legislativi, cambia la stessa dinamica degli affetti familiari e tutto viene, a mio parere, rimesso alla capacità della coppia di trovare, al suo interno, nuovi e validi stimoli.

L'amore, certo, non è più quello di prima, ma assume altre sfumature, altre dimensioni. Si fa leva sulla solidarietà e sull'affetto affinchè un'esperienza di vita possa continuare, nel bene e nel male, fino alla fine.

Potrebbe, forse, essere questa la risposta più saggia al "que reste-t-il?" di tanti amori?. Mi resta, devo confessarlo, qualche dubbio, anche se trovo consolatorie le conclusioni di Alain de Botton: "si tratta di convivere bene con la scelta che hai fatto, anche se rischi la noia". Già, la noia: una specie di derivato della fedeltà?   

Romano Dell'Aquila

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