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Il rosso e il nero | 02 gennaio 2021, 09:26

PUNTO E A CAPO

Se ci guardiamo intorno, se analizziamo le vicende attraversate di recente dalla politica valdostana, ci accorgiamo che l'arte di governare la cosa pubblica chez-nous è afflitta anch'essa da una specie di pandemia, come se fossimo in presenza di una "variabile" valdostana

PUNTO E A CAPO

L'anno nuovo è cominciato. C'è stata una strage di anziani nel 2020 e tutti, con il vaccino, speriamo di voltare finalmente pagina. Ma per fare cosa? Purtroppo non si intravede una visione di lungo termine. Sì, c'è una sorta di ansia ma, se ci guardiamo dentro, introspettivamente, ci accorgiamo che quasi tutti vogliamo solo tornare a come eravamo prima.

Pellizza da Volpedo alle Sale d'Arte

Anzichè  puntare ad un nuovo viaggio, ad un diverso modo di costruire il nostro futuro,anche con tutti i suoi imprevisti, aspiriamo ad un ritorno al passato, senza renderci conto che questa via non può che riportarci alla tragedia che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo. E questa analisi pessimistica della realtà si attaglia perfettamente anche alla nostra politica.

Se ci guardiamo intorno, se analizziamo le vicende attraversate di recente dalla politica valdostana, ci accorgiamo che l'arte di governare la cosa pubblica chez-nous è afflitta anch'essa da una specie di pandemia, come se fossimo in presenza di una "variabile" valdostana.

E in questo caso non si intravedono vaccini o anticorpi sanitari ma, nella migliore delle ipotesi, il rischio di un ritorno al passato, un rinserrarsi nella difesa dello "statu quo antea", fatto della solita politica politicante, di piccoli cabotaggi, di immobilismi asfissianti, di perseguimento di interessi particolari che nulla hanno a che vedere con una visione dell'interesse generale di una comunità. Cos'altro può significare la legge regionale sulla gestione della pandemia in contrasto con gli indirizzi nazionali e che ci vede costretti a rivendicare una malintesa autonomia di fronte alla Corte Costituzionale?

La difesa della salute pubblica è costituzionalmente una prerogativa dello Stato e non delle Regioni. E cosa dire della sanità regionale? Decine di valdostani sani sono stati ricoverati in reparti Covid e a chi cercava (come gli organi di stampa) di capire cosa fosse effettivamente successo non si è trovato di meglio che mettere la museruola all'esercizio, legittimo  di un diritto alla informazione.

E cosa pensare di una "finanziaria" regionale senza anima, quasi a imitazione di quella nazionale? La difesa dell'Autonomia deve avere e merita altri modi di manifestarsi, senza rischiare di cadere in forme di revanscismo oltretutto impraticabile.

E' opportuno, invece, riprendere in mano il patto di legislatura che ha portato alla costituzione della nuova maggioranza, dove si parla di rivisitazione e modernizzazione dell Statuto di Autonomia, di profonda riforma della, ormai da tempo ingessata, burocrazia regionale, di rilancio del bilinguismo, di una riforma elettorale dove il Presidente, come già accade in tutte le altre Regioni, sia direttamente eletto dal popolo valdostano e non da accordi sottobanco e di breve durata.

Romano Dell'Aquila

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