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Confcommercio VdA | 18 dicembre 2020, 18:28

FIPE-CONFCOMMERCIO VDA: “PUBBLICI ESERCIZI: CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA. SIAMO COME I CONDANNATI A MORTE”

Dominidiato, ‘Lavevaz ci ha permesso di lavorare qualche giorno ma ora pare che il Governo centrale ci obblighi a chiudere nuovamente. Chi ci indennizzerà?’

FIPE-CONFCOMMERCIO VDA: “PUBBLICI ESERCIZI: CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA. SIAMO COME I CONDANNATI A MORTE”

“Per mascherare il suo fallimento nel contenimento del Covid-19, il governo ancora una volta decide di scaricare l’onere della riduzione del contagio sui pubblici esercizi, sottoposti da ottobre ad uno stillicidio di provvedimenti”.

Graziano Dominidiato, Presidente di Confcommercio-Fipe Vda, condivide la presa di posizione di Fipe nazionale e rilancia: Il Tar della Valle d’Aosta ha respinto il ricorso che il Governo centrale ha presentato contro l’ordinanza di Erik Lavevaz ci ha permesso di aprire per qualche giorno. Di questo lo ringraziamo ma ora ci chiediamo se ci obbligano nuovamente a chiudere chi ci risarcirà dei danni. Non si rendono conto viviamo la situazione dei condannati a morte nei cui confronti giorno dopo giorno rinviano l’esecuzione prolungandone l’agonia anche se il destino è segnato”.

Che si tratti di zona rossa o arancione per i pubblici esercizi valdostani  si prevede una cosa soltanto: bar e ristoranti resteranno chiusi dal 23 dicembre al 6 gennaio. Un periodo che da solo vale circa il 20% del fatturato di un intero anno. In sostanza il Governo, con questa decisione, se confermata, si assume la responsabilità di decretare la morte di un settore fondamentale per i valori economici e sociali che esprime.  

Graziano Dominidiato (nella foto a dx insieme al direttore di Confcommercio, Adriano Valieri) ricorda e ribadisce: “I Pubblici Esercizi non sono solo numeri; sono i volti e le mani dei gesti quotidiani, una componente simbolica e materiale della vita quotidiana degli italiani, dei loro ricordi e della via trascorsa insieme. E vorrebbero continuare a lavorare: lavorare non per mettere a rischio il Paese, ma per mettere in sicurezza un patrimonio imprenditoriale e sociale che contribuisce al futuro di tutti”.  

Per questo Adriano Valieri, Direttore generale di Confcommercio VdA, avvalora la necessità che la Regione individui gli strumenti, ancorché complementari di quello previsti dallo Stato, per ristorare al cento per cento la perdita di fatturato subìta per il DPCM”.

Fipe-Confcommercio VdA si fa interprete delle preoccupazioni di tanti esercenti che sono accomunati dal medesimo sentimento di scoramento per la fastidiosa distinzione tra attività economiche essenziali e non essenziali, che finisce per oscurare la realtà”.    

info Confcommercio VdA

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