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Chez Nous | 16 dicembre 2020, 08:00

Legion déshonorée

"Je ne partage pas cet honneur avec un chef d'État qui s'est fait objectivement complice de criminels" écrit l'intellectuel italien Corrado Augias dans une lettre à l'ambassadeur français à Rome

Legion déshonorée

Le texte de la lettre

"Monsieur l'Ambassadeur, je vous rends les insignes de la Légion d'honneur. Quand elle me fut accordée, le geste m'émut profondément. Ça donnait une sorte de consécration à mon amour pour la France, pour sa culture. J'ai toujours considéré votre pays comme une sœur aînée de l'Italie et comme ma seconde patrie, j'y ai vécu longtemps, je compte bien continuer à le faire. En juin 1940, mon père souffrit jusqu'aux larmes de l'agression de l'Italie fasciste contre une France déjà presque vaincue. 

Je vous remets donc ces enseignes avec douleur, j'étais fier de montrer le ruban rouge à la boutonnière de ma veste. Mais je ne partage pas cet honneur avec un chef d'État qui s'est fait objectivement complice de criminels.

L'assassinat de Giulio Regeni représente pour nous, les Italiens, une blessure sanglante, un affront, et j'aurais attendu de la part du Président Macron un geste de compréhension sinon de fraternité, au nom de l'Europe que - ensemble - nous essayons si durement de construire.

Je ne veux pas vous paraître trop naïf. Je connais bien les mécanismes des affaires et de la diplomatie - mais je sais aussi qu'il y a une mesure et que, comme l'écrit le poète latin Horatio : Sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum.
Je crois que dans ce cas, la mesure du juste a été bien dépassée, voire outragée.

Avec mes regrets les plus profonds".
Corrado Augias

La provocazione e la coerenza di Corrado Augias hanno avuto grande risonanza in Francia ed in Italia. Per contro in Valle d’Aosta il silenzio è stato angosciante oltre che allarmante.

L’assassinio di Giulio Regeni è acqua fresca. Sempre e tutti pronti a parlare di diritti umani e di giustizia ma alla prima vera e concreta occasione tutti tacciono.

Tutti tacciono nonostante sia folta la pattuglia dei nostri legionisti d’onore, guidata da tanti già Presidenti della Regione. Altrettanti, tra i quali tanti professori  e  docenti, sono stati insigniti di benemerenze francesi. I nostri legionisti tacciono, forse non hanno capito che sono confratelli del Président égyptien Abdel Fatah Al Sisi, paese dove è stato prima torturato e poi ammazzato Giulio Regeni e tengono immotivatamente carcerato Patrick Zaky, lo studente egiziano che lo scorso febbraio fu arrestato con l'accusa di "propaganda sovversiva" poco prima di poter tornare a Bologna, dove stava svolgendo il programma Erasmus, la detenzione si prolungherà chissà fino a quando. E intanto Macron consegna la Legio d'honneur a presidente egiziano.

I nostri legionisti ed i docenti insigniti di onorificenze francesi forse non si sono resi conto che condividono i prestigiosi riconoscimenti con Abdel Fatah Al Sissi, Presidente dell’Egitto dove i diritti umani sono un optional.

Il presidente francese Macron ha ricevuto il suo omologo egiziano Al-Sisi la settimana scorsa a Parigi. I due Paesi hanno concluso accordi politici e commerciali di carattere strategico, come una vendita miliardaria di armamenti francesi al Cairo. Gli interessi economici sono superiori ai diritti ed al rispetto delle persone.

Il conferimento dell’onorificenza ad Al-Sisi è avvenuto nel giorno in cui la giustizia italiana dava i dettagli medico legali delle violenze patite da Regeni per mano dei servizi di sicurezza egiziani e in cui una corte del Cairo confermava la detenzione di Zaki.

E in Valle d’Aosta tutto tace.

Secondo molti analisti, commentatori ed esperti di diritti umani, le politiche repressive di al-Sisi, oltre che dall'approccio "cerchiobottista" adottato dalla Francia, sarebbero state incoraggiate anche dal lassez faire molto più pronunciato da parte dell'amministrazione Trump, che secondo Baoumi avrebbe offerto "supporto incondizionato, non vincolato ad alcuna forma di rispetto dei diritti umani".

E la Valle d’Aosta tace e la legion déshonorée gongola.

piero.minuzzo@gmail.com

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