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CULTURA | 04 dicembre 2020, 07:37

L'OPINIONE DI DAVIDE BIONAZ: 'chiudere tutto è uccidere la libertà'

Riceviamo e integralmente pubblichiamo riflessioni e perplessità di un lettore valdostano che si definisce, parafrasando Monicelli, 'un autonomista piccolo piccolo'

L'OPINIONE DI DAVIDE BIONAZ: 'chiudere tutto è uccidere la libertà'

"Nell'ambito delle recentissime iniziative della Giunta regionale rispetto al contagio e alle misure per contrastarlo e per ridurre i suoi effetti sull'economia, porgo il pensiero di un valdostano autonomista.

Senza lavoro non esiste libertà e dignità personale e senza indipendenza economica non esiste autonomia di popolo. Il governo di una comunità può essere, spesso DEVE essere, distaccato, quasi cinico ma mai lontano e discriminatorio, e MAI si deve percepire che lo stato di diritto sia diventato DIRITTO DI STATO.

Se chiude un negozio, una officina, una sartoria, un ristorante, se si arrende un agricoltore, un libero professionista, se un dipendente va in cassa integrazione o peggio viene licenziato, allora tutto finisce. Finisce la LIBERTÀ. Altro che 'maitres chez nous'. Altro che 9/10 di una Iva che non esiste più. Altro che libero arbitrio. Tutti zitti a fare la coda al banco dei pegni o a pagar pegno in banca. Tutti sudditi di un potere tentennante, pericolosamemte geolocalizzati, in un paese governato da tecnocrati, da burocrati e da infallibili scienziati, che a questo isolamento ci hanno obbligato e condotto, con la totale inspiegabile complicità dei sindacati, sotto l'occhio quasi inerme di una imprenditoria impaurita.

La politica valdostana però ha inteso non proseguire sulla strada dell'esclusivo contenimento del contagio con ossessive misure di limitazione personale, espressione solo del sapere scientifico, (peraltro non unanime, confuso e contraddittorio) ma di riappropriarsi del suo ruolo di sintesi degli eventi e di decisione, condividendo le proposte avanzate ed adattate dagli "altri", dalla opposizione, dimostrando coraggio politico ma soprattutto capacità di condivisione in un momento cruciale della vita della Valle d'Aosta.

Invocare il solidarismo e negarlo quando non conviene è il comodo esercizio di una sinistra italiofona saccente ed arrogante. Con il ministro Boccia abbiamo appreso anche miseramente ricattatoria".

Davide Bionaz, un autonomista piccolo piccolo

 

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