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ATTUALITÀ ECONOMIA | 25 novembre 2020, 11:30

Comparto turistico bloccato per il coronavirus

Preoccupazione dei sindacati FILCAMS - CGIL, SAVT – TOURISME, UILTuCS-UIL. Il fenomeno pandemico ha colto tutti impreparati, ma nonostante le misure addotte si registrano nel nostro Paese decine di migliaia di morti

Comparto turistico bloccato per il coronavirus

La pandemia che imperversa a livello planetario non risparmia l’Italia, la quale ha saputo arginare i danni nella prima fase ma continua a subire nella seconda.

Il fenomeno pandemico ha colto tutti impreparati, ma nonostante le misure addotte si registrano nel nostro Paese decine di migliaia di morti.

"In questa fase nella quale l’Italia  è stata divisa convenzionalmente in  colori diversi in proporzione alla gravità dei contagiati nei territori - si legge in una nota sindacale - vige la preoccupazione  per i cittadini in quanto, ai problemi dell’emergenza sanitaria si aggiungono la frustrazione, il senso di impotenza, la preoccupazione per il futuro, ma soprattutto la caduta dei consumi ed il tracollo economico".

I sindacati si dicono "consapevoli che il momento è delicato e che 'abbassare la guardia' rimane un rischio non valutabile, ma la fermata di tutte le attività economiche rischia di  affondare l’intero Paese".

In Valle d’Aosta, dove il Turismo è diventato uno dei poli strategici dell’economia, soprattutto dopo il depauperamento industriale  iniziato negli anni ’80, le misure in procinto di essere adottate dal Governo, rischiano di far retrocedere la nostra Regione ai tempi del dopo guerra del ‘900.

"La chiusura degli impianti sciistici, l’inibizione delle vacanze sulla neve, la  preclusione della mobilità tra i Comuni, oltre ad affossare le attività economiche interessate, compreso l’indotto,  produrrà - secondo FILCAMS/CGIL, SAVT/ TOURISME, UILTuCS/UIL - una marea di disoccupati, peggiore della crisi del 2oo8.

Come Sindacato, a tutti i livelli, abbiamo il dovere morale di utilizzare tutti gli strumenti possibili atti a ridurre l’espansione del fenomeno. Il confronto con le Istituzioni, nazionali e Regionali deve proseguire e produrre proposte che non risolvano con contributi economici il momento contingente, ma con l’impiego di risorse, oltre agli ammortizzatori sociali, di investimenti per la creazione di posti di lavoro e  misure funzionali alla  ripresa dell’economia".

red. eco.

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