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Salute in Valle d'Aosta | 21 novembre 2020, 08:00

Percorso Azzurro - LILT For Men. Campagna di informazione per diffondere la cultura della prevenzione anche nell’uomo

NOVEMBRE dal 23 al 30 Percorso azzurro LILT for Men è una nuova campagna di sensibilizzazione della LILT dedicata esclusivamente alle patologie tumorali della sfera genitale maschile

Percorso Azzurro - LILT For Men. Campagna di informazione per diffondere la cultura della prevenzione anche nell’uomo

I dati epidemiologici registrano che ogni anno il 54% dei tumori maligni vengono diagnosticati agli uomini, contro il 46% diagnosticato alle donne Le neoplasie “esclusivamente” maschili sono: il tumore alla prostata - che rappresenta la 6° causa di morte per gli uomini in tutto il mondo, ma tendenzialmente la prima per incidenza, essendo aumentata l’aspettativa di vita -, e seppure più rari, il tumore al testicolo ed il carcinoma del pene. Conoscerli per prevenirli è lo scopo di questa pubblicazione!

Salvatore Luberto, presidente Lilt VdA

"Per decenni - spiega Salvatore Luberto, Presidente lilt VdA - queste patologie tumorali sono state considerate quasi un vero e proprio tabù. Oggi, l’atteggiamento psico-sociale, per fortuna, è cambiato e fondamentali passi in avanti sono stati compiuti grazie alla prevenzione, alla diagnosi precoce, alla ricerca, e alla terapia. Grazie ad una maggiore e costante corretta informazione si è, in particolare, sviluppata la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce, che si stanno sempre più diffondendo e consolidando".

Infatti, attraverso la prevenzione è possibile oggi vincere il tumore. Bastano salutari comportamenti, semplici regole e periodici controlli clinico-strumentali.

"La prevenzione e la diagnosi precoce - sottolinea il Prof. Francesco Schittulli, Presidente NazionaleLega Italiana per la Lotta contro i Tumori - oggi guariscono il 60% dei casi di cancroe siamo altresì consapevoli che intensificando le campagne di sensibilizzazione potremmo arrivare ad una guaribilità, già oggi, superiore all’80%. Tuttavia, nonostante i miglioramenti scientifici avvenuti nel tempo, il livello di guardia deve restare ancora alto sul fronte della sensibilizzazione, soprattutto nei confronti dei giovani".

"Per prevenire questi tumori - rimarca Luberto - occorre innanzitutto conoscerli, e per questo LILT ha deciso di lanciare una campagna 'ad hoc' che va ad aggiungersi alle altre campagne LILT di prevenzione e sensibilizzazione".

L'opuscolo informativo “Proteggiti dai colpi bassi”, legato alla campagna “Percorso Azzurro” contiene informazioni, dati e consigli per la prevenzione dei tumori dell’apparato genitale maschile a 360 gradi. L’opuscolo e la campagna affrontano, infatti, non solo il più noto cancro alla prostata, ma anche i meno conosciuti, ma insidiosi, tumori al testicolo e al pene.

Il tumore della prostata è il tumore più diffuso nella popolazione maschile e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni di età. È divenuto, nell’ultimo decennio, il tumore rilevato più frequentemente più che per la presenza di fattori di rischio, per la maggiore probabilità di diagnosticare tale malattia, che è presente in forma latente nel 15-30% dei soggetti oltre i 50 anni e in circa il 70% degli ottantenni.

L’incidenza del carcinoma prostatico ha mostrato un trend in crescita fino al 2003, in concomitanza della maggiore diffusione del test dell’antigene prostatico specifico (PSA) quale strumento per la diagnosi precoce dei casi prevalenti, e successivamente un andamento in diminuzione. In Italia l’incidenza del tumore della prostata attesa è di circa 35.000 nuovi casi per anno.

Il rapido incremento del tasso di incidenza del carcinoma prostatico è correlato all’attività di diagnosi precoce basata sul test per la ricerca dell’antigene prostatico (PSA). Infatti, la maggiore diffusione di questa pratica clinica ha consentito di individuare con maggiore frequenza forme clinicamente silenti e comunque non aggressive, producendo quindi anche un’elevata quota di sovra-diagnosi e di conseguente sovra-trattamento.

Ad un elevato aumento dell’incidenza, infatti, non corrisponde un altrettanto consistente aumento della mortalità che anzi, dopo un lieve aumento tra il 1970 e il 2000 (da 16 a 19 per 100.000/anno), risulta in riduzione. Il numero di decessi stimato in Italia nel 2013 è pari circa a 8.210. Il carcinoma prostatico occupa il terzo posto nella scala della mortalità (8% sul totale dei decessi oncologici), nella quasi totalità dei casi riguardanti maschi al di sopra dei 70 anni.

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red. pi.

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