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AMBIENTE | 21 novembre 2020, 16:54

Sul Vallone delle Cime Bianche forzature inaccettabili

COMUNICAZIONE AUTOGESTITA - Il bando emesso da Monterosa SpA travalica largamente il mandato del Documento Economia Finanza Regionale (DEFR) che prevede"studi propedeutici per giungere alla decisione basata sulle analisi di realizzabilità intermini di sostenibilità finanziaria, ambientale e urbanistica"

Il Vallone Cime Bianche vestito d'autunno

Il Vallone Cime Bianche vestito d'autunno

C'è chi dentro e fuori il Consiglio regionale sta cercando di forzare la mano per far assumere non si sa quali decisioni relativamente all'ipotetico collegamento funiviario fra i comprensori sciistici del Monterosa e del Cervino. Decisioni che al momento non possono essere prese.

Costoro fingono di non sapere che la maggior parte del Vallone delle Cime Bianche è stato inserito dalla Regione stessa nel sito Natura 2000 "IT1204220 Ambienti glaciali del Monte Rosa" che comprende 14 habitat naturali tutelati che coprono l'88% del territorio interessato, di cui uno ritenuto prioritario, e dove è vietata la " realizzazione di nuovi impianti di risalita a fune e nuove piste da sci....." (DM 17 ottobre 2007 e DGR 1087/2008).La principale norma europea di riferimento (Direttiva Habitat - 21 maggio 1992, 92/43/CEE) è assai precisa e chiara e si basa sul principio di precauzione: qualsiasi piano o progetto avente“conseguenze significative” deve essere sottoposto a valutazione di incidenza; ogni piano o progetto può essere approvato “soltanto dopo avere avuto la certezza che esso non pregiudicherà l’integrità del sito”, se la valutazione di incidenza dà esito negativo, il piano o progetto può essere realizzato solo per “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi i motivi di natura sociale e economica”.

Inoltre nel caso delle Vallone delle Cime Bianche, "Qualora il sito in causa sia un sito in cui si trovano un tipo di habitat naturale e/o una specie prioritari, possono essere addotte soltanto considerazioni connesse con la salute dell'uomo e la sicurezza pubblica o relative a conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente ovvero, previo parere della Commissione, altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico."

Il bando emesso da Monterosa SpA travalica largamente il mandato del Documento Economia Finanza Regionale (DEFR) che prevede"studi propedeutici per giungere alla decisione basata sulle analisi di realizzabilità intermini di sostenibilità finanziaria, ambientale e urbanistica". Il bando prefigura, infatti, un vero e proprio progetto preliminare con tanto di soluzione impiantistica già individuata, la più devastante immaginabile, scartata per questo motivo perfino dal compiacente studio del 2015 "Studio urbanistico ambientale - Analisi degli effetti territoriali e socio economici dell'integrazione dei trasporti tra Zermatt, Valtournenche, Ayas e Gressoney".

Bando che stanzia, in questo momento di difficoltà economica, circa 750.000 euro della collettività per un incarico del tutto sproporzionato che ha ottime possibilità di finire in fumo.

Quanto al futuro delle Valli interessate, si ammodernino e razionalizzino gli impianti esistenti, si liberi la Valtournenche dai tanti impianti dismessi, si migliori la dotazione di parcheggi e si immagini un'offerta turistica per tutto l'anno in grado di corrispondere alla domanda impetuosa di natura incontaminata, di bellezza e cultura: proprio quello che può offrire il Vallone delle Cime Bianche nell'ambito del sito Natura 2000 se solo fosse gestito, come richiesto peraltro dalla normativa.

https://lovecimebianche.it/

Associazione Ripartire dalle Cime Bianche

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