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CULTURA | 21 novembre 2020, 17:02

Scuola e pandemia: un nuovo “boomerang” lanciato sulla scuola valdostana già in forte affanno

COMUNICAZIONE AUTOGESTITA PROFESSORI SENZA CATTEDRA - “Esposto alla Procura della Repubblica da parte dell’Assessore all’Istruzione = insegnanti fannulloni e che si sottraggono ai loro doveri educativi”

Scuola e pandemia: un nuovo “boomerang” lanciato sulla scuola valdostana già in forte affanno

Un’equazione facilmente prevedibile dopo la notizia circolata ieri in merito alla presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica aostana da parte della Regione per fare chiarezza sul “caso della scuola San Francesco”.

L’effetto annuncio si è sicuramente verificato: nelle ultime ore sui social continuano a susseguirsi commenti fortemente denigratori a danno dell’intera categoria insegnante immersa oggi ancor di più in un vortice di generalizzazioni inappropriate e inaccettabili.

Giudizi indice di una superficialità purtroppo sempre più di moda nel nostro Paese e in parte alimentata proprio da chi invece dovrebbe adoperarsi per garantire una coesione sociale fondamentale in un momento di grave crisi come quello che stiamo vivendo.

Non è certo intenzione di chi scrive ergersi a “avvocato difensore” dei colleghi, che sicuramente saranno in grado di fare chiarezza sull’accaduto nelle sedi più opportune, né tantomeno sfociare in patetiche e teatrali prese di posizione, quanto piuttosto manifestare solidarietà verso docenti e genitori che attualmente sono entrambi “vittime” di una gestione complessiva che, sotto il profilo della tutela di Dirigenti, insegnanti, alunni e famiglie, è risultata sin dall’inizio dell’anno scolastico poco chiara e le cui criticità sono “esplose” con il “caso San Francesco”.

Esporsi e prendere posizione, come sta facendo parte della popolazione valdostana in questo momento, non può prescindere da una corretta informazione in merito alle problematiche che la scuola valdostana vive ormai da molti anni e che la pandemia non ha fatto altro che aggravare e portare alla luce.

Prima tra tutte la carenza di organico che è stato via via pesantemente ridotto in un’esclusiva ottica di economicità e che, nemmeno in previsione di una ripresa della pandemia, è stato adeguatamente potenziato per il corrente anno scolastico nonostante le incessanti richieste in tal senso, mai però ascoltate.

A ciò si aggiunge l’altrettanto grave difficoltà a reperire supplenti che - frutto della colpevole scelta di non riaprire le ex graduatorie di Istituto vantando un’autonomia che però paradossalmente ancora oggi si ritiene di non poter far valere in ambito scolastico - rende estremamente difficoltoso sostituire insegnanti in quarantena e costringe l’Amministrazione, per scongiurare una paralisi del sistema che in altri ordini di scuola vi è già stata e ha costretto ad una ripresa della didattica a distanza, a correre ai ripari: tamponamento per i docenti che consente loro di terminare con anticipo il periodo di isolamento e tornare ad assicurare una copertura alle classi prive di supplenti o peggio - data la carenza di organico - coperte con insegnanti a disposizione, prassi che aumenta le occasioni di contagio e rende più difficoltoso il tracciamento poiché viene meno il meccanismo dei gruppi stabili di docenti e alunni. 

Il tamponamento, peraltro facoltativo, oltre che da dichiarate ragioni di sicurezza, in realtà è quindi anche e principalmente motivato dall’esigenza di riportare gli insegnanti in classe per colmare la carenza cronica di personale docente che altrimenti renderebbe necessaria la chiusura temporanea degli Istituti scolastici o di alcune classi. 

Il mondo della scuola si trova quindi a vivere un’emergenza nell’emergenza che non si risolve certo scaricando responsabilità su Dirigenti e/o docenti, ma che necessita di una presa di coscienza a diversi livelli di quelle che sono le criticità del mondo scolastico valdostano per individuare soluzioni immediate e rispondenti ai reali bisogni della comunità educante e delle famiglie nell’ottica di un confronto costruttivo.

Se è pur vero e assolutamente condivisibile che - come sostiene l’Assessore Caveri -  “la scuola è e resta, in particolar modo nel pieno della pandemia che obbliga tutti al senso della responsabilità, un servizio pubblico essenziale”, ci preme comunque ricordare che questa è prima di tutto un’“Istituzione deputata all’istruzione, all’educazione e alla formazione dei ragazzi indispensabile nell’ottica di una crescita interiore degli stessi sia come singoli individui che come cittadini” da anni messa a dura prova anche in Valle d’Aosta da stanziamenti del tutto insufficienti di risorse, con evidenti ripercussioni – soprattutto oggi – su efficienza e qualità del sistema scolastico.

La rivendicazione dell’Assessore non può prescindere da una considerazione cruciale: per garantire scuole aperte e in sicurezza a tutela di alunni e famiglie bisogna prima di tutto investire sulla scuola in termini di risorse umane ed economiche, risorse di cui attualmente la Valle d’Aosta non dispone per precise e consapevoli scelte che non denotano certamente quel senso di responsabilità che viene oggi inneggiato.

Associazione “PROFESSORI SENZA CATTEDRA”

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