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FEDE E RELIGIONI | 19 novembre 2020, 09:00

PAPA: La preghiera trasforma l’inquietudine in disponibilità

PAPA: La preghiera trasforma l’inquietudine in disponibilità

Dopo aver dedicato tre catechesi alla preghiera di Gesù, il Papa ha spostato l’obiettivo sulla Vergine Maria: «donna orante» — l’ha definita — appartenente «alla grande schiera di quegli umili di cuore che gli storici ufficiali non inseriscono nei loro libri, ma con i quali Dio ha preparato la venuta del suo Figlio».

All’udienza generale di stamattina, mercoledì 18 novembre, svoltasi nella Biblioteca del Palazzo apostolico — ancora una volta senza la presenza dei fedeli causa covid — il Pontefice ha preso spunto per la sua riflessione da un passo dell’evangelista Luca sulla vita della Santa famiglia a Nazareth (2, 39-40.51). Ed esortando a guardare a Maria come modello, ha sottolineato in particolare la capacità che ha la preghiera di «ammansire l’inquietudine», perché «noi siamo inquieti, sempre vogliamo le cose prima di chiederle e le vogliamo subito», al punto — ha spiegato — che «questa inquietudine ci fa male». Ma, ha assicurato il vescovo di Roma in uno dei vari passaggi aggiunti a braccio al testo preparato, «la preghiera sa ammansire l’inquietudine, sa trasformarla in disponibilità», come insegna la fanciulla di Nazaret. «Quando sono inquieto, prego e la preghiera mi apre il cuore e mi fa disponibile alla volontà di Dio», ha detto ancora.

Particolarmente significativo anche il passaggio in cui il Papa ha parlato della «presenza silenziosa di madre e di discepola» da parte della Madonna accanto al Figlio e alla prima comunità di discepoli. «Maria è quella che ha imparato meglio le cose di Gesù». Infatti lei «non dice mai: “Venite, io risolverò le cose”. Ma dice: “Fate quello che Lui vi dirà”, sempre indicando con il dito Gesù», in quell’atteggiamento «tipico del discepolo».

Al termine della catechesi, nel consueto giro di saluti ai vari gruppi di fedeli, con quelli di lingua polacca il Pontefice ha ricordato la memoria liturgica della beata Karolina Kózka, che sedicenne subì il «martirio in difesa della castità». Ella, «con il suo esempio, ancora oggi indica, specie ai giovani, il valore della purezza, il rispetto per il corpo umano e la dignità della donna».

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